domenica 7 febbraio 2016

Scrivi (di merda) come parli



Quindicesimo appuntamento con il corso "Scrivere di merda". Buona lettura!



Biscardi sarebbe stato un grande scrittore

Anni fa, una mia collega dalle spiccate capacità comunicative (così diceva il suo curriculum) consigliò telefonicamente a qualcuno di cosare il coso. Mi pento di non averle mai chiesto a cosa alludesse, ma il mio maggior rammarico è quello di non sapere cosa l'avesse spinta all'adozione di quel geniale passepartout linguistico. E come l'avrà presa il suo malcapitato interlocutore? Nello stesso modo in cui avrebbe reagito davanti all'esposizione della più complessa teoria quantistica: con un "certo".

Mettetevelo in testa: il pubblico per cui scriverete è fuori per lavoro 12 ore al giorno (chi non può permettersi il vostro libro non serve a nulla), può dedicarvi mediamente il tempo che intercorre tra il sedersi sulla tavoletta del gabinetto e il tirare lo sciacquone. È un tizio la cui percezione della temperatura va da si muore di caldo a che cazzo di freddo, che scrive tvb alle amiche e asap ai fornitori, che non chiederà mai al proprietario dell'auto parcheggiata in doppia fila di spostare una Fiat Punto color solidago.


un modello terra-terra, insomma
Una comunicazione semplice, diretta, libera da redini lessicali e grammatiche, pregna di acronimi e inglesismi da asporto: il sogno di qualsiasi deficiente, ovvero del target delle vostre opere. Per dirla con un sillogismo:

Scrivere terra-terra è la chiave per il successo
nel quotidiano si parla terra-terra
Scrivere come si parla è la chiave per il successo.

In cosa si traduce, all'atto pratico, questa teoria? Prendiamo come esempio questo dialogo tratto da Prendila Così, di Joan Didion (Il Saggiatore, 2014), in cui il perfido Larry offre alla depressa e sfigata Maria Wyeth una spintarella professionale in cambio di una sveltina:

«Potevi venire a usare la sauna» disse Larry Kulik.
«Sono stata...».
«L'ho sentito».
«Sentito cosa?».
«Sentito che sei pronta per il manicomio, se lo vuoi sapere».
«Penso che ho bisogno di una sauna».
«Penso che hai bisogno di qualcosa».
Maria non disse niente.
«Sono un buon amico per le persone che mi piacciono», disse Larry Kulik. «Pensaci su».

Come può il lettore medio cogliere allusioni così sottili? Ecco spiegato il motivo per cui nessuno conosce Joan Didion. Ma vediamo come semplificare questo dialogo in modo da renderlo fruibile al nostro frettoloso pubblico:

«Ciao Mary, com'è?» disse Larry Kulik.
«non va bene, mi hanno licenziata e nel frattempo ho pure subito un aborto».
«L'ho sentito, ma posso darti una mano».
«In che modo?».
«Se vieni a far la sauna da me, manderò il tuo curriculum a un mio amico assessore».
«Davvero? Figo».
«Però poi trombiamo».

La necessità di semplificazione non riguarda solo il dialogo. Pensiamo alle descrizioni, al solidago di cui sopra. Nell'era del full HD, per comodità ci si esprime ancora come se guardassimo il mondo attraverso lo schermo di un Commodore 64: a sedici colori. E allora viva le foglie verdi e i cieli azzurri, fanculo vermiglione, terra d'ombra e grigio cadetto. Il vostro dev'essere un libro, mica un catalogo di Leroy Merlin!

Quando siete davanti a una pagina bianca e non sapete come scrivere una storia, descrivere un'ambientazione o introdurre un personaggio, pensate a come ne parlereste con un vostro amico (meglio se zotico). I lettori sono ben disposti a perdonare uno stile di merda in cambio di pietà verso i loro neuroni. E chissà, magari un giorno riuscirete a cosare il coso anche voi.



martedì 5 gennaio 2016

2016

Diciamoci la verità, il 2015 è stato un anno di merda. Dulcis in fundo (non è il nome di un locale truzzo dove ballare latino-americano) se n'è andato il mitico Lemmy Kilmister, uno dei miei idoli adolescenziali, lasciando un vuoto che sarà difficile colmare con la solidarietà di tutti gli stronzi che in questi giorni si sono improvvisamente scoperti fan dei Motorhead.

Se nel 2014 avevo pubblicato ben 67 articoli, nel 2015 ho scritto in media poco più di un post al mese. Segno inequivocabile che la vita di Obbrobbrio volge al termine, e uno dei miei auspici potrebbe essere addirittura un aborto al quarto anno. 

Nonostante la mia stitichezza editoriale, il 2015 virtuale mi ha regalato esperienze indimenticabili: recensire il libro più brutto che io abbia mai letto e, soprattutto, scoprire che un tizio mi aveva plagiato il blog, scopiazzandolo pagina per pagina.

Non è mia intenzione stilare un elenco di buoni propositi digitali. Il blogging va preso per quello che è: un passatempo, un gioco, il diritto di parola dato a qualsiasi cretino. Una marea di frasi, opinioni, interpretazioni, aberrazioni dietro le quali si celano migliaia di sfigati chini su una tastiera, gente che si è autocondannata a rispettare un calendario editoriale pur di non deludere le aspettative di gente a cui non frega un cazzo di ciò che scrive il prossimo, se non nella misura in cui un commento sotto un post diventa mera merce di scambio (di visite). Cose che iniziano a sembrarmi davvero patetiche, proprio come il grattarsi il capo per ore nella speranza di sfornare un articolo che diventi virale. Come una malattia, come la stupidità.

Virali sono anche i tipici propositi di fine/inizio anno: mettersi a dieta, iscriversi in palestra, riordinare gli arnesi in cantina, leggere il nuovo libro di Angelino Alfano. Il mio eterno proposito, invece, è quello di liberarmi dai propositi, dal demone della procrastinazione. Perché, si sa, la vita fugge, et non s'arresta una hora.


mercoledì 9 dicembre 2015

Pubblicità progresso


Si avvicina il Natale, la festa più ipocrita dell'anno. In questo clima confuso, tra crisi economica e attentati, tra l'autorevolezza di Angelino Alfano e il pacato interventismo di Salvini, c'è una sola certezza: al Mondo esiste molta gente che ha bisogno della Notte dei Truzzi.

Se avete un'amica o un amico sociopatico, che si cingerebbe di tritolo pur di far esplodere di gioia gli spettatori del Capodanno in piazza più vicino, siete ancora in tempo per procurargli un'opera che gli cambierà la vita, come testimoniano i soddisfattissimi clienti che sto per citare.

Ah, nel caso in cui non ci si leggesse prima: buone feste e cercate di non crepare.


«Grazie a questo libro ho scoperto che la mia erezione mattutina era solo un fenomeno idraulico» (Piergiorgio M. - assicuratore)

«Ho finalmente scoperto un modo intelligente per riciclare il cotone che mi si accumula nell'ombelico» (Angelino A. - Onorevole)

«Penso, dunque amo La Notte dei Truzzi» (René D. - disoccupato)

«In questo libro non ho trovato nulla da fotocopiare» (Daniele - comico)

«Non capisco tutto questo astio nei confronti dei calvi» (Bruce - attore)

«Non capisco tutto questo astio nei confronti delle obese» (Sempre Bruce, l'attore)

«SVEGLIAAAA11!1!!!11!!» (Luigi D. - attivista)

«Cassano chi? Il calciatore?»   (Matteo S. - xenofobo)

«Una storia decisamente movimentata»   (Stephen H. - fisico)

«Il comodino non balla più» (Laura B. - pensionata).


Link per la versione digitale: http://goo.gl/bSOG6j

Link per la versione cartacea: http://goo.gl/7ZkHdg



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