giovedì 30 ottobre 2014

L'ultima recensione di Obbrobbrio

Cari Visitors,

ci sono giorni in cui, fumando una sigaretta sul cesso, si prendono decisioni importanti. Riflettevo sul botta e risposta avuto qualche giorno fa con un'autrice "edita",  che con un prolisso giro di parole criticava chi pubblica pareri negativi sui libri. Quando le ho fatto notare che non c'è nulla di più spontaneo e genuino di un "questo libro mi fa cagare", dimostrandole con un link a una mia vecchia recensione che gli autori hanno l'abitudine a prender troppo sul personale i giudizi sulle loro opere, la risposta è stata un non ritengo gli autopubblicati degni di una recensione.

Non ho nulla di personale contro di lei, non ho idea di cosa scriva (mi è bastato un booktrailer per farmi desistere dall'interessarmene) e so che il suo è un pensiero condiviso da molti. Dopotutto, ognuno in casa sua fa ciò che vuole.

Ora, detto tra noi, non mi ritengo certo un paladino dell'autopubblicazione. Per molti sono una sorta di troll, per altri uno che ha cercato di farsi largo a spallate urlando per ritagliarsi un po' di visibilità tra i millemila blog letterari. Posso solo affermare di non avere la puzza sotto il naso, di leggere il Pinco Pallino autopubblicato con lo stesso rispetto e la stessa attenzione che presterei a uno Scrittore edito da Adelphi.

Quella che leggerete tra qualche giorno sarà la mia ultima recensione di un libro. I motivi sono tre, semplici semplici:
  • se stronco un autopubblicato, non faccio altro che alimentare l'ego (già smisurato) di quelle quattro facce di merda che popolano il limbo di cui parlavo nel post precedente;
  • ci sono già tantissimi blog che recensiscono libri, certamente con più competenza del sottoscritto;
  • il libro che sto per recensire è il più brutto di sempre e dubito che qualcuno riuscirà mai a scriverne uno peggiore.
Detto questo, vi lascio con un video. Uno spezzone tratto da Scarface, dedicato a tutti coloro che hanno puntato il dito contro il mio registro linguistico - sul blog, nel mio libro, sui quei social così social da spingere vicini di casa a comunicare via Facebook anziché usare un cazzo di citofono e andare a prendersi un caffè - e il mio modo di trattare certe tematiche.

E buonanotte.

mercoledì 29 ottobre 2014

Post

In linea di massima, ciò che vuole un blogger sono visite, condivisioni e commenti. È per questo che segue guide su guide, realizzate da guru improvvisati, volte a renderlo una cintura nera di grassetti e di:
  1. elenchi puntati e numerati;
  2. liste;
  3. uso del punto e virgola;
  4. sottolineature;
  5. corsivi.
Ogni post deve concludersi con una domanda rivolta al lettore: potrebbe essere così coglione da non capire che il tasto "commenta" sottintende la possibilità di esprimere un parere su ciò che si è letto.

Io non piaccio a voi e voi non piacete a me. Troviamo un compromesso. Io non vi ammorberò con un post lunghissimo e voi mi delizierete con commenti scritti in fretta e a casaccio. Pronti? Ecco, arriva la domanda.

E voi, blablabla?


lunedì 27 ottobre 2014

Su scrittori, festival del libro e chirurghi feticisti

Per il secondo anno di fila, io e quella criticona della De Pedantis abbiamo mosso le nostre ingombranti chiappone per recarci al LibrarVerona, quella che vorrebbe rappresentare una fiera del libro e che invece... parliamone.

Già lo scorso anno l'impressione non era stata delle migliori. Il programma 2014 parlava chiaro: libro sul pensiero di Papa Francesco, libro sulla vita di Papa Francesco, libro su quante volte al giorno va al cesso Papa Francesco. Quel barlume di librosità residua costituito da un tendone-libreria (poca roba, a dire il vero) nella scorsa edizione, quest'anno è sparito. A prenderne il posto, tre bancarelle. In ordine, da sinistra a destra: libri sul Veneto, biblioteca biblica, biblioteca biblica.

E mentre spettegolavamo con Gaia Conventi, reduce dalla brillante presentazione di "Nero per n9ve" in una chiesa sconsacrata a distanza di sicurezza da cotanta ostentazione religiosa, dal palco in Piazza dei Signori una voce femminile annunciava - possa Zeus fulminarmi all'istante se sto  mentendo - "e ora è il momento di dar la buonanotte a Gesù".

Una lametta, per favore.

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