martedì 5 gennaio 2016

2016

Diciamoci la verità, il 2015 è stato un anno di merda. Dulcis in fundo (non è il nome di un locale truzzo dove ballare latino-americano) se n'è andato il mitico Lemmy Kilmister, uno dei miei idoli adolescenziali, lasciando un vuoto che sarà difficile colmare con la solidarietà di tutti gli stronzi che in questi giorni si sono improvvisamente scoperti fan dei Motorhead.

Se nel 2014 avevo pubblicato ben 67 articoli, nel 2015 ho scritto in media poco più di un post al mese. Segno inequivocabile che la vita di Obbrobbrio volge al termine, e uno dei miei auspici potrebbe essere addirittura un aborto al quarto anno. 

Nonostante la mia stitichezza editoriale, il 2015 virtuale mi ha regalato esperienze indimenticabili: recensire il libro più brutto che io abbia mai letto e, soprattutto, scoprire che un tizio mi aveva plagiato il blog, scopiazzandolo pagina per pagina.

Non è mia intenzione stilare un elenco di buoni propositi digitali. Il blogging va preso per quello che è: un passatempo, un gioco, il diritto di parola dato a qualsiasi cretino. Una marea di frasi, opinioni, interpretazioni, aberrazioni dietro le quali si celano migliaia di sfigati chini su una tastiera, gente che si è autocondannata a rispettare un calendario editoriale pur di non deludere le aspettative di gente a cui non frega un cazzo di ciò che scrive il prossimo, se non nella misura in cui un commento sotto un post diventa mera merce di scambio (di visite). Cose che iniziano a sembrarmi davvero patetiche, proprio come il grattarsi il capo per ore nella speranza di sfornare un articolo che diventi virale. Come una malattia, come la stupidità.

Virali sono anche i tipici propositi di fine/inizio anno: mettersi a dieta, iscriversi in palestra, riordinare gli arnesi in cantina, leggere il nuovo libro di Angelino Alfano. Il mio eterno proposito, invece, è quello di liberarmi dai propositi, dal demone della procrastinazione. Perché, si sa, la vita fugge, et non s'arresta una hora.


mercoledì 9 dicembre 2015

Pubblicità progresso


Si avvicina il Natale, la festa più ipocrita dell'anno. In questo clima confuso, tra crisi economica e attentati, tra l'autorevolezza di Angelino Alfano e il pacato interventismo di Salvini, c'è una sola certezza: al Mondo esiste molta gente che ha bisogno della Notte dei Truzzi.

Se avete un'amica o un amico sociopatico, che si cingerebbe di tritolo pur di far esplodere di gioia gli spettatori del Capodanno in piazza più vicino, siete ancora in tempo per procurargli un'opera che gli cambierà la vita, come testimoniano i soddisfattissimi clienti che sto per citare.

Ah, nel caso in cui non ci si leggesse prima: buone feste e cercate di non crepare.


«Grazie a questo libro ho scoperto che la mia erezione mattutina era solo un fenomeno idraulico» (Piergiorgio M. - assicuratore)

«Ho finalmente scoperto un modo intelligente per riciclare il cotone che mi si accumula nell'ombelico» (Angelino A. - Onorevole)

«Penso, dunque amo La Notte dei Truzzi» (René D. - disoccupato)

«In questo libro non ho trovato nulla da fotocopiare» (Daniele - comico)

«Non capisco tutto questo astio nei confronti dei calvi» (Bruce - attore)

«Non capisco tutto questo astio nei confronti delle obese» (Sempre Bruce, l'attore)

«SVEGLIAAAA11!1!!!11!!» (Luigi D. - attivista)

«Cassano chi? Il calciatore?»   (Matteo S. - xenofobo)

«Una storia decisamente movimentata»   (Stephen H. - fisico)

«Il comodino non balla più» (Laura B. - pensionata).


Link per la versione digitale: http://goo.gl/bSOG6j

Link per la versione cartacea: http://goo.gl/7ZkHdg



lunedì 16 novembre 2015

Su Parigi, terrorismo e ipocrisia

Ogni volta che si verificano eventi tragici come quello di Parigi, mi sento frastornato. Non solo dalla violenza in sé, ma dal bombardamento di cazzate e strumentalizzazioni che si propagano nella rete, sui giornali e in televisione. Le stragi avvengono ogni giorno. Libia, Egitto, Nigeria, Sudan e Somalia sono soltanto alcuni degli attuali teatri di guerra e mentre leggete questo post qualcuno sta perdendo la vita a causa di una raffica di kalashnikov, una mina antiuomo, un coglione che si fa esplodere al mercato in nome del suo dio. Perché gli attentati in Francia ci scuotono tanto? Perché ci ricordano che la follia degli estremismi non è solo una notizia come le altre del telegiornale. Oggi a loro, domani potenzialmente a noi. E via con il festival internazionale dell'ipocrisia. Si può sconfiggere l'ipocrisia? Se sì, in che modo? Con i bombardamenti? Se riuscite a dare una risposta a questa domanda, probabilmente avete in mano un'efficace soluzione al problema dell'integralismo religioso.

Il problema non è soltanto l'Islam. Qualunque fede è violenza, a tutte le latitudini e in tutte le sue forme. Dopo un eccidio commesso al grido di Allah è grande, prime pagine dedicate allo sdegno del Papa. La Chiesa Cattolica porta sulla coscienza duemila anni di persecuzioni e torture contro pagani, ebrei, protestanti, valdesi e compagnia bella. In un mondo normale, tra gente normale, la reazione istintiva dovrebbe essere di rifiuto, disgusto nei confronti di del sistema-religione. Di ogni religione.

Siamo (anzi, saremmo) in uno stato laico. Uno stato laico che freme per il Giubileo, che va a Messa e a puttane con la stessa disinvoltura, che esporta armi ma ripudia la guerra, che oggi grida alla crociata contro i cattivoni musulmani. Nel 2001 ero a Roma a manifestare contro la guerra in Iraq. Quasi quindici anni dopo penso che questi siano alcuni degli effetti di quella gran cagata. Non si possono abbattere regimi con la pretesa di consegnare la democrazia, chiavi in mano, a popoli che non hanno mai vissuto in uno stato di diritto: è fisiologico che in questo modo il potere cadrà nelle mani di qualche gruppo di rincoglioniti armati. Persino il colonialismo, nella sua atrocità, aveva più senso di questa idiozia: perlomeno i territori conquistati restavano occupati e controllati.

Oggi un intervento militare per fermare quei quattro cialtroni agli ordini del califfato appare indispensabile, ma ciò non deve distogliere l'attenzione dal fatto che siamo nel 2015 e sarebbe magari ora di smetterla con gli amici immaginari su nel cielo. Non esiste una fede moderata: i testi sacri sono pregni di violenza, incitano all'odio e alla discriminazione. L'indottrinamento religioso è un'arma, non una risorsa. Un'arma che prima o poi il Breivik o il Coulibaly di turno useranno contro il prossimo, convinti di essere nel giusto. Per dirla citando il buon Dr. House, se si potesse ragionare con i credenti, non ci sarebbero credenti.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...