Alessio Tarsili e il mistero della faccia di merda.

 

Quello che vedete nella foto, è un post pubblicato sul blog “informazioni di servizio”. Per una pura coincidenza – non sono una persona diffidente – il titolo è identico a quello del mio post, pubblicato proprio oggi. La cosa strana è che anche il resto dell’articolo è identico, parola per parola.
Il blog in questione, creato da tale Alessio Tarsili, dev’essere rimasto a secco di idee per un bel po’. Da giugno a questa parte, infatti, ho pubblicato pochissimi post. E allora lo sventurato scopiazzatore ha dovuto rovistare nell’archivio di Obbrobbrio, riesumare post vecchissimi con qualche limatina strategica. E così, il post in cui parlavo della mia gatta sul blog della mia amica Rita Ciatti è stato riveduto e corretto. La gatta ha addirittura cambiato colore e nome, come potete osservare qui:
 Il buon Alessio non si è fatto mancar nulla. Nemmeno le sottosezioni del blog. La pagina “Chi (non) siamo” è diventata “Contenuti extra”. Qui c’è stato perlomeno lo sforzo di modificare il testo affinché parlasse al singolare, ma qualcuno avrebbe dovuto spiegare all’incauto scopiazzatore che Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo son versi di Montale…
Il plagio non si è limitato solo alla maggior parte degli articoli che ho sfornato negli ultimi anni su Obbrobbrio. Ho trovato addirittura delle parole che avevo scritto in occasione di un’intervista sul blog di Salvatore Anfuso, anche qui con qualche piccola correzione. In risposta alla prima domanda, infatti avevo detto che Obbrobbrio in realtà non è nato come blog sulla scrittura. Volevo un angolino tutto mio per restituire al mondo parte dei batteri fecali con cui veniamo bombardati ogni giorno, poi la cosa ha preso una direzione un po’ più definita. Diciamo che parlare di libri e di scrittura è la cosa che mi riesce più naturale, sebbene sia certo di sparare fin troppe cazzate. Ecco la versione Tarsilica:
A completamento di questo quadretto parecchio inquietante, aggiungo che il buon Alessio ha pensato bene di pubblicizzare il blog su Twitter, Google+ e Facebook. Ed è proprio su quest’ultimo social che una lettrice di Obbrobbrio (che ringrazio tantissimo per la segnalazione) si è accorta che “informazioni di servizio” era un clone di Obbrobbrio.

 

 

Altri esempi, giusto per rendere l’idea. Dal mio post intitolato “L’esito del sondaggione”:
Qualcuno infatti ha votato l’opzione favorevole all’editoria a pagamento. Guardate che mi offendo. Parliamone.
L’editoria a pagamento è un male assoluto. Sebbene io sia convinto che molti autoruncoli meritino di incorrere in una fregatura per quanto sono spocchiosi e stronzi, spero che l’autopubblicazione gratuita spazzi via queste Wanna Marchi dell’editoria.

 

Ed ecco la “rivisitazione” di Tarsilli:

 

Mio post “Scrittura e masturbazione”, del 26 febbraio 2014:
La frase più inflazionata da parte di chi sogna di realizzare un best seller è scrivo perché mi fa sentire bene. Espressioni come questa legittimano l’accostamento della (auto?)pubblicazione alla masturbazione, con la differenza che nel primo caso, purtroppo, non esiste un reato di atti osceni in luogo pubblico. Osceni come può esserlo la pubblicazione di libriccini strapieni di orrori grammaticali e lessicali. Roba da vietare ai minori.
Un gradino più in alto troviamo coloro i quali son riusciti a sfuggire alla morsa dell’analfabetismo e riescono a pubblicare delle cagate scritte in italiano corretto.
 
Mio post “Le dimensioni non contano” del  lontano luglio 2013:
Non sopravvalutate il vostro lettore: è più ignorante di quanto crediate. In caso contrario non leggerebbe i vostri aborti letterari.
 
 
Ecco servito, giusto un tantinello riscaldato, un bel minestrone:
Mio post “L’ultimo post dell’anno” del 27 dicembre 2014:

BUONI AUSPICI – Ho iniziato a lavorare su un racconto fantasy. Una storia che piacerà soprattutto a chi odia il fentasi (cit. Alessandro Forlani). Non so se e quando vedrà la luce, ma già la trama mi appare più irresistibile di una parmigiana di melanzane.

Versione Tarsiliesca:
Ci sono artisti che, dopo aver cavalcato l’onda del successo, sprofondano lentamente nell’anonimato fino ad assumere aspetto e comportamenti tipici dell’uomo finito […] Forse ha fatto bene anche il grande Bon Scott, anche se crepando ha fatto sì che il ruolo di cantante dei mitici AC/DC venisse assegnato a Brian Johnson, che canta come Uan di Bim Bum Bam e ancora oggi è in grado di storpiare tutti i pezzi del mio gruppo preferito.
 
Mio post “Letterina a Babbo Natale” del 9 dicembre 2014:
Arriviamo al sodo: ciò che ti chiedo è di togliermi di torno un po’ di gente. Non dico di ammazzarla, ma di metterla perlomeno in condizioni di non nuocere.
 
Ed ecco il mix di scopiazzature selvagge. Chapeau!
 
Altro spettacolare esempio, gustatevelo. Dal mio post “Io, scrittore” del gennaio 2013:
Non ho mai amato parlare di me sui blog, in quanto preferisco che siano i miei obbrobri a esprimersi al posto mio. Ma alla “chiamata alle penne” del buon Daniele Imperi di Penna Blu (se lettura e scrittura vi interessano, il suo sito è un must) non ho potuto resistere.[…] Ho iniziato a scrivere da quando ero poco più che un bambino. Mi piaceva costruire personaggi e lasciare che si animassero, che portassero avanti una storia meravigliandomi. E’ lo stesso approccio che utilizzo oggi, quando divento il primo lettore di quello che la mia penna, il mio computer o una delle mie adorate macchine da scrivere compongono sotto il venefico impulso della mia mente. Questo è, per me, scrivere.Lontana dalle regole imposte da una manualistica approssimativa quanto contraddittoria, dagli ammiccamenti alle mode del momento, da ogni forma di prostituzione dell’arte, la mente può librarsi in volo come un piccione e cagare in testa a professorini improvvisati, editor semianalfabeti e sedicenti guru di scrittura creativa.
 
Modalità copisteria ON:
La scopiazzatura del post “Su scrittori, festival del libro e chirurghi feticisti” mi ha indignato più delle altre. L’infame infatti scrive:
Non è assolutamente vero, a quel Librar c’ero anch’io, c’era la De Pedantis, c’era Gaia Conventi. Ho testimoni, la voce disse proprio “è il momento di dare la buonanotte a Gesù”.
Dopo il mio post sulla pagina fan di Obbrobbrio in cui comunicavo la notizia del plagio, Tarsili si è affrettato a chiudere blog e profili vari (sebbene molte pagine siano ancora ben indicizzate su Google). Prevedendo la mossa, avevo già salvato un bel po’ di pagine.
Ora, caro Alessio, so bene che mi segui e che leggerai anche questo post. Sai, nonostante io abbia mille motivi per essere incazzato come una iena, in fondo ho capito che apprezzi ciò che scrivo e la pensi come me. Ed è per questo che ho preparato un paragrafetto autobiografico, affinché tu possa incollarlo nel prossimo post, ammesso che decida di riaprir bottega altrove:

 

Sono un coglione,
Sono una merda,
Sono una nullità,
Sono una mezza sega,
Faccio schifo al cazzo.

 

Ctrl+c, Ctrl+v. E buona condivisione.

 

32 Commenti

  1. Ma che tristezza poverino!! Ma a che pro? Cioè, che soddisfazione c'è poi a essere seguiti se le persone ti seguono perchè hai scritto la roba di un altro? È questo che mi sfugge. Ma non è che sto Alessio è in realtà un tuo sdoppiamento di personalità?!

  2. Che brutta storia! Comunque, anche se non può esser di consolazione, ma solo di aggiunta di amarezza, succede spesso che alcuni blogger ne copino altri. Quasi sempre succede tra stranieri e italiani. Lo scorso anno ci fu il caso di una blogger spagnola che aveva copiato parola per parola, solo traducendoli, i post di una blogger italiana molto nota nel settore dei mummy blog. Non so se conviene denunciare, da una parte gli starebbe bene, dall'altra di sicuro è una perdita di tempo. Vedi tu.
    Pensa però, dal lato umano, che persona con scarsa stima di sé che deve essere per aver bisogno di copiare. Quasi quasi fa più pena che rabbia.

  3. Credo che abbia rimosso il blog. Un classico. O almeno io non lo trovo.
    Mi ero dimenticato di dire che il caso della blogger spagnola fu anche peggiore perché lei ci guadagnava, era un blog sponsorizzato, quindi nel suo caso si poteva parlare di vera e propria truffa.

  4. Allucinante! L'aspetto più inquietante secondo me è che questa persona non si è limitata a rubarti i post, ma in qualche modo anche la personalità, il tuo modo di rapportarti alle persone, ecc.
    Per curiosità, come lo hai scoperto?

    • Inquietante davvero, ci scherzo su ma quando mi soffermo a pensarci la cosa mi turba parecchio, per un paio di dettagli inquietanti.
      L'ho scoperto grazie a una ragazza che segue Obbrobbrio. Ieri pomeriggio mi ha mandato un messaggio privato su Facebook. Lei l'ha scoperto in quanto il tizio era andato a spammare in un suo gruppo con il link al blog-fotocopia.

  5. Mettila così: sei famoso, lavori bene (ecc.), quindi ti copiano.

    Oppure: sei schizofrenico, e in realtà Alessio Tarsili sei tu. Ecco perché postavi così poco: è il tempo che ti ci voleva per scrivere due volte lo stesso post!

    Oppure: il copione sei tu, e devi qualche euro di royalties a Stevenson. Il Dottor Obbrobrill e Mr. Tarshyde.

  6. Mi son venuti i brividi. Sembra una storia da film horror con lo psicopatico che ti spia e finisce per ucciderti convinto di essere ormai diventato te. Per fortuna, in questo finale, lo psicopatico si è sparato.

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