Una cartolina da lontano

 

Cari Visitors,

alcuni di voi mi hanno chiesto che fine avessi fatto, altri se ne son giustamente sbattuti il cosiddetto. La verità è che ero stanco di tutto: dei social, dell’Italia, di Trump, dell’Isis e compagnia bella. Indeciso sulla destinazione, ho scelto di diventare un cittadino dell’Universo a tutti gli effetti, barattando un blocchetto di buoni pasto con una navetta spaziale finita chissà come in un’autodemolizione.

Ho visitato posti, incontrato persone (se così si possono definire esseri come quelli che vi descriverò) e vissuto esperienze che mi hanno cambiato nel profondo. Ho persino imparato ad abbassare la tavoletta del gabinetto.

Vi scrivo dal pianeta Sglulz, che ho raggiunto pochi giorni fa. Il primo impatto non è stato dei migliori: ho camminato per chilometri in un deserto di sabbia verde senza incontrare anima viva. Quando le mie speranze stavano svanendo, ho trovato una tavola calda (si fa per dire, ci saranno otto gradi) dove ho potuto assaggiare la specialità del posto: una sorta di macedonia di radici rinsecchite che puzzavano di stallatico. Meglio feriti che morti.

Gli abitanti di Sglulz si somigliano tutti. Il problema è che tutti somigliano ad Alfano. Si tratta di gente umile, cordiale, ma di certo non autorevole come il buon Angelino.

Voi come state? Cosa succede sulla Terra?



Ah, dimenticavo di dirvi che ho portato con me una scorta di libri osceni da recensire. Nei prossimi giorni pubblicherò una videorecensione, quindi tenetevi pronti.


A presto!

7 Commenti

  1. Non ho capito una cosa: gli alieni travestiti da Alfano mangiano radici o sono le radici di Sglulz a tramutare l’aspetto degli Sglulziani in tanti Angelini…?

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