UFFICIALE: la Letteratura è morta

1873


Cari Visitor,


vi confesso che questo coccodrillo era nel cassetto già da un po’, sebbene sperassi di non doverlo mai pubblicare.La Letteratura è morta. Ne dà il triste annuncio la piattaforma 20lines.
Stefania Balotelli ha vinto il Big Jump e sarà edita da Rizzoli. Potrete trovare il suo meraviglioso romanzo rosa (vi invito a leggerne qualche estratto qui: http://tiny.cc/vujyhx) nelle migliori librerie, ma anche in quella sotto casa. Non siete per niente al sicuro.


È chiaro che da una selezione fatta a colpi di “mi piace” possa venir fuori di tutto. Non è altrettanto chiaro quali siano state le motivazioni alla base della scelta da parte di un editore storico come Rizzoli di pubblicare un’opera che conteneva errori già nella sinossi.
Certo, ci sono i correttori di bozze, gli editor, gli esorcisti. Ma esisterebbero anche i professori d’italiano delle medie, e io se fossi un editore non vorrei mai vantarmi di aver lanciato un autore che fa ancora a pugni con l’ortografia.


Ho sempre sostenuto che l’autopubblicazione potesse rivelarsi una risorsa per l’editoria tradizionale e che non andasse demonizzata. E in fondo, questo ditemi se ne vale la pena non si presenta meglio o peggio delle migliaia di romanzi e romanzetti presenti sulle piattaforme di self-publishing. In pochi fanno autoselezione e la qualità media dell’offerta letteraria è disastrosa. Nessun problema: ognuno è libero di farsi del male come meglio crede. Ma nel momento in cui opere che incarnano i mali tipici del self  si infiltrano nell’editoria “seria”, il problema si pone, eccome.
Ma è tardi, davvero troppo per parlarne ancora.

34 Commenti

  1. Non hai pensato alla motivazione più semplice: venderà un sacco di copie già solo per avere lo stesso cognome di un famoso calciatore (non so e non voglio sapere se sia un furbo nome d'arte o se sia davvero parente: io mi occupo di Letteratura, quella viva e che non morirà mai… :D)
    Per fortuna non ambisco a diventare un prodotto della grande editoraglia, altrimenti rischieresti di vedermi tornare alla carica sotto le spoglie di Nicola Totti, o Nick Buffon… :-))

  2. L’hai definita scrittrice di merda nel tuo blog e Rizzoli, guarda tu, l’ha fatta vincere: magari aggiungendo le maiuscole ai capoversi. Non far lo gnorri Alessandro, ha vinto per i motivi che hai descritto ma proprio come Savic venderà poco. L’editoria di qualità non è morta ma è chiaro che si trova in grave imbarazzo. Un grande editore come Rizzoli mantiene le promesse e fa vincere la merda più votata pur truffaldinamente come ogni elettore vota la merda che puzza meno o ammalia di più. Per certo o quasi, Rizzoli, il prossimo anno rivedrà il meccanismo e pure l’accordo con Amazon: non cambierà molto, certo. – Proprio oggi ho ascoltato un brano di Riccardo Lolli – Intervento – che è stato passato da Radio 3 alle 15 meno 5: come fa una schifezza del genere a passar su Radio 3? – La bella letteratura non è morta ma abbiamo tutti una gran fretta di addentarla, convengo. Andrea Castellini

    • ma vedi, se la prima scrematura è stata fatta effettivamente a colpi di "mi piace", nella seconda fase del concorso Rizzoli aveva totale discrezionalità nella scelta del vincitore.

      E mi pare davvero assurdo che la scelta non sia caduta su qualcosa che sembrava effettivamente "meno peggio" del libro della Balotelli. Vabe'

    • Su questo sono assolutamente d'accordo, probabilmente Rizzoli non ha voluto 'tradire' il voto in massa e ha calato le brache su ciò che 'falsamente' premiano i suoi lettori, pur se le vendite saranno poche. Spero (come ho già detto) che, dall'anno prossimo, il loro concorso sia meno infestato dall'ailanto della letteratura; pardon: l'ailanto della letterarietà senza rischi e neppur senza il rischio del disinfestatore professionista. L'ailanto è il simbolo del potere e quando lo estirpi puzza ma non muore mai. Esattamente come i tramisti di Gaia Conventi. Andrea Castellini

  3. Trovo che ci sia ancora molta buona narrativa italiana in giro, certo questi sono colpi bassi dell'editoria, che ormai ha paura della propria ombra e preferisce spesso pattinare sul sicuro terreno del nome già famoso di suo, senza coraggio, senza staccare la mano dal bordo della pista, come invece faceva un tempo. Colpa della crisi ecco. E' chiaro che queste uscite demoralizzano, ma ripeto buoni libri se ne fanno ancora, sempre meno, ma ci sono.

    • Io credo che questa sia stata una grossa occasione sprecata. Lo sforzo profuso dai tre promotori dell'iniziativa è stato enorme: se ne parlava in ogni dove.

      Adesso che i curatori di Rizzoli riscriveranno da capo a coda quella roba definita "romanzo" non escludo che possa venirne fuori qualcosa di decente (o almeno grammaticalmente corretto) ma qui davvero si sta spingendo roba che manco un film di Vanzina…

  4. Speriamo che Rizzoli lo pubblichi in fretta questo romanzo della sorella di Balotelli: sono già a pagina 22 del libro di Selvaggia Lucarelli e il 4 Agosto parto per Formentera!

    • Non è diventata più spiritosa. Di presenza e senza claque virtuale, è incredibilmente silenziosa e accondiscendente. O il "viaggio dell'eroe" si è concluso o la cattiva coscienza ha comandato.

    • Non credo davvero sia una questione di raccomandazione. Chi ha scelto lei, in un concorso fatto da brand così importanti, se ne è anche preso la responsabilità. Un libro fa la fortuna e la carriera di un editor e in questo momento non è una scelta fatta da una torre d'avorio inamovibile. I tempi e i numeri dell'editoria non dovrebbero lasciar tranquillo nessuno.

      Ho affrontato personalmente gli editor Rizzoli sulla questione Balotelli e posso dire che risposta e atteggiamento mi hanno, quasi del tutto, tolto il dubbio, forte, presente e giustificato, della "raccomandazione".

      In questo momento, un momento ormai lungo, Rizzoli pubblica e vende romanzi rosa. Si è preferito il prodotto più sicuro, di un'autrice già vagamente, molto vagamente conosciuta.

      Rimane certamente la questione di come mai ad un contest per esordienti abbia vinto una non esordiente.
      Fatto, storico ormai, non contrastato da una postilla al regolamento che avrebbe permesso anche a Don Delillo di partecipare con lo status da esordiente.

  5. Credo che il titolo del tuo blog dica tutto, senza sprecarci altre parole.
    Il montaggio cimiteriale completa perfettamente la non-recensione di una simile schifezza.
    Il refuso può capitare a chiunque, di solito a chi lavora manualmente uno scritto: i vecchi linotipisti, gli antichi compositori a mano, i correttori delle bozze ne erano costantemente terrorizzati.
    Ma stiamo parlando di UN refuso in un testo più o meno lungo e impegnativo: qui si tratta di un refuso unico, che fa venire il voltastomaco solo nel provare a leggerlo lasciando da parte la sostanza (che peraltro mi pare all'altezza) e che denota l'ignoranza abissale delle più semplici regole di grammatica.
    Ogni lettera minuscola (ostentata?) dopo il punto è un pugno violento nello stomaco.

  6. Di questa vittoria, duplice (in categoria e assoluta), di un romanzo terribile ad un concorso che si supponeva serio, una cosa non potrò mai capire. Perché.
    Va bene il romanzo rosa, va bene la pioggia di stereotipi, la copertina zuccherosa e il marketing. Ma fra i dieci finalisti del rosa c'era di meglio, parecchio di meglio, compresi romanzi che su amazon stanno vendendo parecchio.
    Quindi, c'è dietro questa scelta una precisa volontà. Ma non l'ho capita. Dite che è solo il cognome?
    Ma perché anche in cartaceo? Non bastava infliggerlo al pubblico in ebook?

    • La Balotelli era stata selezionata per partecipare a Masterpiece. Poi, guardacaso, l'hanno scartata motivando la cosa col fatto che non fosse un'autrice inedita.
      E invece, nel Big Jump…

      Ci siam capiti 🙂

    • In realtà io non sono così sveglia come tu credi e non ho capito. Che c'entra Masterpiece? Ossia l'hanno scartata perché non esordiente e poi?

      Tutta questa storia per far vincere la Balotelli? Anche ammettendo che ci sia un perché allo scegliere proprio lei, non riesco a capire assolutamente perché disturbarsi a cucirle addosso un concorso.
      Intendo dire che se Rizzoli vuole pubblicare le memorie del Sor Fetecchia, non vedo proprio cosa glielo impedisca, mica c'è bisogno che il Sor Fetecchia vinca qualcosa…

    • Alessandro non ti risponde per lasciare qualche altro idiota farlo. Sicuramente non sei sveglia, scrivi post del cazzo e nessuno t'impedisce di offendermi. Esordiente o no, vai a vedere il 'Io voto te che tu voti me'. Concludo dicendo che non sai neppure porre domande, hai scritto un testo bocciato da qualche concorso infimo? Sono curioso di leggerlo. Fìdati ti me, sei complessa come la scrittura creativa gratuita. Non è neppure un'offesa.

    • Non offendo le persone senza motivo, come evidentemente ami fare tu. Quello che mi piacerebbe sapere è cosa esattamente, nel mio post e nella mia domanda, ha scatenato tutta questa aggressività.

      Volevo capire il post di Alessandro, ma se lui preferisce che sia "qualche altro idiota" a rispondermi, va bene così, mi tengo la tua garbata e cripitca risposta.

    • Ti sei sentito offeso? Se tu avessi perso qualche minuto in ricerche facilissime ti saresti reso conto di come la signorina Balotelli scrive. Alessandro non ti risponde ma lo farà un ‘qualche idiota’; contento? Non dirmi poi che amo offendere, se scrivi troiate cosa vuoi che ti venga risposto? Se Rizzoli stampa questa merda (opportunamente dotata – in questo caso – di maiuscole) noi tutti ci sentiamo in dovere d’inondare tre o al massimo quattro redazioni importanti: tramite il solo concorso ovviamente. Hai capito o devo farti il disegno?

    • Perché cavolo un editore fa un concorso? Per spirito di fratellanza? Vuole attirare gente. Perché pubblicare una cosa merdosa? Perché sono stati fatti più commenti sul fatto che è merdosa di quanti non sarebbero stati fatti se era un libro "buono". L'autrice si è prestata. Tanto che gli frega? Non può essere così dislessica, che cazzo… basta usare word e le maiuscole te le mette in automatico. E' come Voyager. Lui sa di dire cazzate. Ma più cazzate dice, più la gente ridendone la diffonde. Ti pare che l'uso di Pinketts in Mystero fosse per la sua alta credibilità? I media in Italia puntano sul trash. Rizzoli ha tentato questa carta. Tutto qui. E se fai un giro in rete vedi che ci sono cascati tutti. I "Mi Piace" li compri (20 euro al giorno, circa 100 mi piace) e sei a posto. Fine.

    • Non so, a me è capitata gente che dice di scrivere senza maiuscole causa smartphone, non ce l'ho e non so quanto sia impegnativo scrivere correttamente con quell'aggeggio. Sicuramente la scusa è debole: soprattutto se il testo, come purtroppo penso, è scritto tramite smartphone. Se avesse scritto in tedesco le avrebbero fatto un culo così… Nessuno ride di Voyager a parte gli estimatori di Kazzenger. Non credo che Rizzoli abbia abboccato ai tanti 'like' che vedi comprati anche se, di sicuro, la casa editrice ha lanciato un concorso a impatto economico zero, questo sì. La morte della letteratura a cui Alessandro si riferisce non è certo la pubblicazione cartacea di Rizzoli di un romanzo senza respiro ma l'ennesima goccia che evapora in tempo senza riuscire a far traboccare il vaso: l'agonia, insomma.

  7. Ho letto qualche commento che ha ricevuto: non capiva gli "a capo"…
    Cacchio, minuscoli dopo il punto, dialoghi uno di fila all'altro, punteggiatura a cacchio…

    E parlava che è più importante la storia della grammatica. Ci scrivo un post, grazie dell'idea.

    Ti capisco perfettamente quando vai contro il self-publishing, perché anche secondo me è pieno di spazzatura che rovina chi merita.

  8. Caro Daniele, ho letto il tuo blog spesso e scopro ora che solo nei blog degli altri diventi cattivello. Come l'ailanto infesterò il tuo blog, scherzo. Eppure non è vero, perché lo dico? Non so. Evidentemente cercherò di rompere le palle pure a te ma non lo farò a breve, fìdati. I blogger troppo gentili m'imbarazzano da sempre; nel tuo blog sembri un prete.

  9. Alessandro? Parli di lui? Non credo, avrà da fare. Gli altri non hanno voglia di litigare con me qui: si accalcano su gugol più per difendere Allevi o Mongiusti, che schifo.

  10. A GIORGIO FALETTI.
    Dirò la verità, era poliedrico ma non mi ha mai convinto, né come comico, né come cantante e tanto meno come scrittore. Mi piaceva come persona, l’ho sempre visto come un tipo inquieto ma gentile e come tutti noi un po’ permaloso: umano, direi. Non prestava il fianco a nessuno, almeno pubblicamente. Ecco, sarebbe stato un amico con cui litigare ferocemente per qualche pecca nei suoi romanzi. Ricorderò Vito Catozzo dalla pancia che fa ridere e ‘Signor tenente’: ottima denuncia. Pure nei suoi romanzi ha avuto la fissa del poliziotto. Buonanotte Giorgio, sei stato sparato in anticipo da chi, oggi, non può essere arrestato. Qui lo dico e qui lo annego. RIP.

  11. La Stampa riporta che i libri del signor Faletti sono esauriti in 'tutta l'Italia' e che le librerie torinesi creino appositi tavoli con le copie dei libri che sono rimasti. Se non trovi 'Io uccido' che, ai giorni nostri dovrebbe essere più ricordabile della bibbia troverai qualcos'altro: l'importante è che si compri. Sono andato alla Mondadori di Corso della Repubblica di Forlì, tanto per farmi un'idea. Non vi prendo in giro, nessun tavolo con la carta di Faletti ma ben 5 copie della Balotelli. Domani sarà un altro giorno e mi aspetto che rimarranno 5 copie di ciascuno. Fortunatamente non sono un soggetto incline a frequentar brutti posti ma a Forlì, in centro, se hai bisogno di acquistare una chiavetta da 8 giga presso il gruppo 'Marco Polo Expert' sei obbligato a farti 30 metri in libreria; paghi la chiavetta ed esci; il capolavoro rieditato dalla Rizzoli te lo becchi in faccia nella curva ad angolo studiata per la fuga veloce; ho sfogliato la carta: bella ruvida come piace a me. Stampato bene e con le maiuscole: Ho dato un’occhiata veloce ma sembrava che ci fossero proprio tutte. Maledetti editor. Ascolto poi ‘Che ci faccio qui’: programma di radio 2. Al telefono becco la Bignardi che si chiede se i cormorani che vede in Sardegna presso una sua proprietà da tanti anni siano gli stessi da sempre. Un tale, sicuramente informato, scrive un sms che sarà letto in diretta secondo il quale i cormorani sono quasi sicuramente gli stessi perché fanno coppia. La Bignardi espone i propri dubbi ventennali, o quasi, alla radio e il primo coglione che abbia voglia di evaporar l’arcano lo fa con una semplicità incredibile. La Bignardi non usa ‘Google Sardegna’? – Scusate lo sfogo, dieci minuti prima; Daria ha ammesso con una bella armonia disarmante di essere sempre in contatto con la propria editor. Infine, in autunno usciranno i capolavori della Bignardi e di Faletti. Quest’ultimo, in vita, ha scritto solo l’inizio del testo, titolo provvisorio ‘Figlio di’, la prima, invece, utilizza editor pur essendo una giornalista largamente riconosciuta come competente e professionista. Allora viva la Balotelli, la letteratura coinvolgente non può morire per mano delle critiche del cazzo di D’Orrico. Questo non ha fatto critica, erano amici? Sì, lo erano. In questo senso la Letteratura è morta. Viva la Balotelli!

  12. La letteratura non muore mai. Ogni bassezza la spinge in superficie, come chi vorrebbe veder morto sé stesso ma non ciò che ha scritto. Che cretinata, la letteratura muore perché i suoi tanti devoti scrivono annoiandosi. Non è molto difficile distinguere un bel testo da uno brutto, ma di certo, chi sa annoiare, e sono tanti, lo sa far bene. Parafrasando Guccini, amereste più Giorgio Faletti o Dan Brown? Dacia Maraini o Jane Austen? – Scherzo, la letteratura non muore mai e non morirà di certo domani. Quel pirla di Paolo Giordano, assieme ad altri pirla, darà alle stampe un libro di una caratura notevole sulle figure di merda che qualche scrittore, in teoria, ha fatto. Ho letto 8 incipit e sconsiglio la lettura a tutti; tra l’altro, con 17 euro virgola 50 potreste farvi 3 giorni di alcolismo acuto. Einaudi editore e senza divertimento alcuno. Ma quanto è bello andarsene a letto, (come me) senza mai avere un dubbio?

    • Potresti proporre titoli. Non è così facile trovare libri 'bellissimi' e 'nuovissimi' nascosti in rete; un tuo amico potrebbe ammaliarci ma non aver paura: siamo qua per valutare. Spara il titolo fuori dal sacco dei libri interessanti…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here