Il blocco dello scrittore

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Quando si scrive di merda, il rischio di restare piantati davanti a una pagina bianca è dietro l’angolo. Le cause sono da ricercarsi soprattutto nella mancanza di un adeguato esercizio giornaliero della scrittura,  in una  superficiale pianificazione della storia e dei personaggi, nelle distrazioni che ci gironzolano intorno.
Il “blocco dello scrittore” può capitare quando meno ce lo si aspetta. In questo post troverete i giusti consigli per superare qu


40 Commenti

  1. Divertentissimo 😀

    Scherzi a parte, è vero che sta tutto nella pianificazione, un professionista è matematicamente impossibile che subisca blocchi, il blocco è una leggenda metropolitana inventata dai non professionisti.

  2. I miei blocchi sono quelli a quadretti su cui prendo appunti. Di solito i veri scrittori non hanno mai nessun blocco, nel senso di protratta e patologica interruzione dell'ispirazione, delle idee, della voglia e capacità di scrivere: a parte rarissime eccezioni, trattasi di comoda scusa per chi scrittore non è, e non vuol far scoprire il proprio bluff. La mia scrittura fluisce come un flusso di sangue e non conosce mai interruzio

    • Ciao Zio Scriba, non sono tanto d'accordo con quello che dici.
      Che significa essere un vero scrittore o un bluff? Semmai possono esserci scrittori più capaci ed altri meno, scrittori più originali e creativi ed altri meno, ma i blocchi possono capitare a chiunque e per una serie infinita di questioni, paura di non farcela, aspettative troppo alte (nel senso di essere troppo esigenti con sé stessi, quindi delusione di quel che viene fuori, frustrazione e blocco…). Personalmente ho notato che tendo a scrivere meglio quando scrivo tutti i giorni, ma anche quando, ovviamente, ho veramente qualcosa di urgente da dire. Concordo invece con quello che dice Alessandro, ossia che una superficiale pianificazione della storia e dei personaggi poi possa portare ad un punto morto. Beh, non so più che dire a questo punto. Il blocco è arrivato. 😀

    • Anche la pigrizia ha il suo perché… influisce parecchio, almeno per quanto mi riguarda. 😀
      (ma io non sono scrittrice comunque, anche se scrivo, scrivo, scrivo… che poi, scrittore è solo chi scrive romanzi e racconti o anche chi scrive in generale? Voi come lo intendete?) E conta la quantità degli scritti per esser tali?

    • Mi permetto di intervenire: Zio parla di "rarissime eccezioni" a fronte di un sistema di lavoro ben oliato e di motivazioni forti.
      Tra quelle eccezioni ci sono situazioni esterne che magari influiscono pesantemente… sebbene un professionista dovrebbe farci il callo e riuscire a respingere le distrazioni e ogni altro elemento di disturbo.
      Se poi nella categoria "scrittori" includiamo chiunque scriva – fossero anche le scritte sui muri dei cessi degli autogrill – a mio avviso la mancanza di metodo che distingue lo scrittore occasionale dal "pro" emerge cubitale: è questa la causa dei "blocchi" tanto paventati dagli scrittori alle prime armi (me compreso)

  3. Ma, mi domando, come definire lo scrittore professionista, da quello, che so, dilettante? C'è un patentino da prendere, un riconoscimento ufficiale, o cosa? Ovvio che no. A meno che per professionista non intendiamo uno che effettivamente abbia una formula già colladauta e sforni romanzi o racconti con una certa regolarità. Di scrittori di questo tipo ce ne sono molti, alcuni assai commerciali, altri che si avvicinano più ad un'idea di letteratura che è anche, sempre, ricerca e sperimentazione di nuove forme, nuove idee. Però non è vero che i blocchi non prendano anche ai professionisti o che solo raramente. Nella mia vita ho assistito spesso a presentazioni di autori famosi che hanno raccontato aneddoti relativi alla loro condizione di scrittori in quel senso (alcuni non riescono a scrivere per anni, non nel senso letterale, ovviamente, ma nel senso di non riuscire a produrre nulla di soddisfacente) e letto altrettanto spesso di scrittori con blocchi. Non credo che basti la professionalità per scongiurarli. Anzi, a mio avviso, più ci si avvicina ad una certa idea di ricerca letteraria e più il blocco è dietro la porta.
    La mancanza di metodo è un'altra cosa ancora, ma non è un vero e proprio blocco.

    P.S.: chi scrive nei cessi degli autogrill o suoi muri è solo un coglione. 😉

    • Per professionisti in genere intendo coloro per i quali la scrittura è l'attività principale, come Stephen King o MOCCIA (ahaha).

      Comunque, quando diventerò un professionista della scrittura ne riparleremo 😀

    • ahahhaa, proprio quello temevo, per questo continuavo a chiedere. 😀

      Dunque, meglio uno scrittore dilettante, che professionista, se per quest'ultimo intendiamo i vari Moccia ecc. (di King alcune cose le salvo però, eh, da adolescente l'ho molto amato e l'ultimo non era affatto male… fermo restando che la letteratura è un'altra cosa).

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