Riusciranno a fermare Moccia?


Per arginare l’epidemia di imbecillità che porta migliaia di individui a disseminare lucchetti in ogni dove, qualcuno a Venezia ha pensato che sarebbe ora di punire con una multa da cinquanta euro i pruriginosi innamoratoidi colti sul fatto.

Questa moda dei lucchetti è nata da uno dei romanzi di Moccia (incredibile: qualcuno li legge davvero), in cui i cazzoni di turno ne attaccavano uno sul Ponte Milvio per celebrare la loro unione. Guardando questo video potrete farvi un’idea di come l’abbiano presa i cittadini della zona:

 


Quella che sembrava un’usanza stupida ma innocua, in realtà, ha causato danni seri: uno dei più celebri ponti di Parigi, il Pont des Arts, ha rischiato addirittura di crollare sotto il peso dei lucchetti.
Insomma, sebbene i libri di Moccia possano essere smaltiti tranquillamente tra i rifiuti cartacei, altrettanto non si può dire delle conseguenze indirette di tali, mirabili opere letterarie.


L’autore, però, si è subito schierato dalla parte dei piccioncini, dichiarando: vietare ai turisti e agli innamorati di poter esprimere il proprio sentimento non risolve il problema e nemmeno applicare una sanzione di 50 euro come vuole fare il Commissario a Venezia. Se si limita l’espressione di un desiderio come quello di una coppia che si ama si nasconde il problema ma non lo si risolve. Perché, di notte o di nascosto, ci sarà sempre qualcuno che quei lucchetti li aggancerà da qualche altra parte (fonte: ilgazzettino.it).


Non so se schierarmi dalla parte del Commissario o di Moccia. So solo che, se il Federico nazionale avesse scritto di cappi al collo anziché lucchetti, oggi forse vivremmo in un mondo migliore.

 

14 Commenti

    • "insane passioni, amicizie pericolose e crimini efferati", e per titolo lo stesso di una canzone di Loretta Goggi che fa venire il diabete. Che dire, grazie della segnalazione, corro subito in libreria (con una tanica di benzina…). Epperò la Newton, i suoi tascabili a mille lire: è grazie a lei che migliaia di capre nullatenenti come me, la cui biblioteca paterna consisteva solo di un paio di manuali di elettrotecnica, hanno potuto avvicinarsi alla lettura.

  1. Scusate, preferisco andare contro corrente piuttosto che pensare che i libri di Moccia possano influenzare i parigini o gli scandinavi perfino. L'epidemia di lucchetti deve avere per forza un'altra origine!

    • A Firenze i lucchetti sul Ponte Vecchio ci sono sempre stati, ben prima che quel volpone di Moccia ne scrivesse sul suo capolavoro, e si dice che la cosa abbia avuto origine quando sul ponte c'erano le botteghe artigiane e non i negozi di oreficeria che ci sono adesso. Un fabbro avrebbe in questo modo fatto pubblicità alla sua attività.
      Comunque sia, per risolvere il problema non basterebbe pagare qualcuno che li tagli 'sti lucchetti? Si creerebbero anche dei nuovi posti di lavoro! ; )

    • Lo dicevo io. Bravo Alessandro!
      Irene, molto carina la storia sui lucchetti di Firenze. 🙂
      Se poi qualcuno si inventa davvero un lavoro del genere e riesce anche a farsi pagare (visti i conti dell'Italia), io lo propongo per la beatificazione!

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