giovedì 26 ottobre 2017

Puffetta: «anch'io vittima di abusi»


Ci risiamo. Dopo Bill Cosby, un altro celebre volto del piccolo schermo rischia di finire alla sbarra a causa delle pesanti accuse che gli vengono rivolte: si tratta di Grande Puffo, il saggio leader degli esserini blu che hanno allietato l'infanzia di milioni di bambini. A quasi quarant'anni dalla sua prima apparizione televisiva, Puffetta ha deciso di svelare alla stampa torbidi retroscena legati al suo ingresso nel cast: ero giovane e desiderosa di fare carriera. Dopo il provino, Grande Puffo mi invitò a cena a casa sua. Mi fece capire che l'unico modo per ottenere la parte era... puffarmelo. L'attrice sostiene di aver subito pesanti umiliazioni: mi disse che dovevo diventare bionda, mi obbligò  a fare uso delle sue pozioni. Ero giovane e terrorizzata all'idea che la mia carriera potesse essere ostacolata da un puffo così influente.



Mentre sui social gli immancabili indignati facevano sentire la propria voce, i tifosi della Lazio hanno tappezzato la curva dei romanisti di fotomontaggi che ritraevano Puffetta con la maglia giallorossa, come se tale accostamento fosse offensivo. Per evitare il ripetersi di episodi come questo, il Ministro dello Sport ha decretato che, domenica prossima, in ogni stadio d'Italia venga letto (purché si trovino calciatori in grado di farlo) un brano tratto dal libro I misteri di Maria di Paolo Brosio.



Alle Puffetta di questo mondo va riconosciuto senza dubbio il merito di aver denunciato l'orco di turno, ma soprattutto quello di aver alimentato per diversi anni un sistema indiscutibilmente meritocratico, che taglia fuori chi ha la stupida idea di opporvisi.

Ma chi critica la presunta vittima offende davvero l'intero genere femminile? Anche se quest'ultimo comprende puffe che, pur di non concedersi all'approfittatore di turno, sarebbero disposte ad affogare nel pentolone di Gargamella?



domenica 10 settembre 2017

Segui Obbrobbrio e vinci il Campiello!


Un uomo con disturbi psichici soffre per la sua condizione. Con l'aiuto di una cliente del suo stesso psichiatra, riuscirà finalmente ad affrontare le sue nevrosi.

Questa non è una storia creata con il nostro generatore di trame, bensì il racconto con cui il giovane bellunese Andrea Zancanaro ha vinto il Premio Campiello Giovani 2017

No Maria, io esco...



mercoledì 23 agosto 2017

"L'importo della ferita e altre storie" di Pippo Russo


Ancora una volta do un giudizio di merito, da lettore, dei libri presi in esame prima di farne un'approfondita analisi testuale. E lo faccio esternando un profondo senso di colpa verso me stesso per tutto il tempo che ho dovuto dedicare a essi, e persino per il piglio scrupoloso con cui li ho affrontati. Tutto quanto fuori scala, davvero. Uno spreco di vita e energie intellettuali di cui mai nessuno mi ripagherà, e che tanto più grida vendetta se guardo alle cataste di libri non letti che barcollano in ogni angolo di casa su pile irregolari. Ma era uno sporco lavoro, e qualcuno doveva pur farlo. O almeno così mi illudo che sia.

Quelle che avete appena letto non sono parole mie, ma del saggista e giornalista Pippo Russo, che ha voluto farsi del male passando in rassegna gli obbrobri letterari di alcuni tra i più quotati autori italiani contemporanei.
Son venuto a conoscenza dell'Importo della ferita e altre storie [Edizioni Clichy, 2013] grazie a una recensione pubblicata su Giramenti qualche anno fa, e devo ammettere che la mia fiducia si è rivelata ben riposta.

sabato 19 agosto 2017

"Chasm" di Roberta Dellabora

 
A volte il microcosmo del self-publishing riserva delle piacevoli sorprese. Questa, purtroppo, non è una di quelle volte. Chasm è quello che si definirebbe uno "urban fantasy" o, meglio ancora, un Buffy de noantri. La protagonista, una certa Samanta, è una ventenne che fa dell'autocommiserazione il suo punto forte: sfrutterà ogni pretesto per ribadirci che la sua vita è una monnezza, nel vano tentativo di sembrare più sfortunata dei suoi lettori. 

La povera Samanta, tuttavia, non ha tutti i torti: orfana di nonna e padre si è dovuta fare carico del sostentamento della famiglia, ridotta a una madre alcolizzata e una sorella minore - tale Ginevra - che più antipatica e viziata non si può. Come se non bastasse, la protagonista soffre di un non precisato disturbo (forse cistite o ipoglicemia) che la porta ad avere continui brividi di freddo:

Ero rimasta scioccata e la figura oscura di quell’uomo mi aveva riempita di brividi fino alle ossa.

Un brivido mi attraversò la spina dorsale

Un brivido mi percorse da capo a piedi.

La notizia mi aveva talmente scossa da rimanere senza fiato e presto dovetti fare i conti con una serie di brividi freddi che mi destarono violentemente dallo schermo della televisione.
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