lunedì 16 novembre 2015

Su Parigi, terrorismo e ipocrisia

Ogni volta che si verificano eventi tragici come quello di Parigi, mi sento frastornato. Non solo dalla violenza in sé, ma dal bombardamento di cazzate e strumentalizzazioni che si propagano nella rete, sui giornali e in televisione. Le stragi avvengono ogni giorno. Libia, Egitto, Nigeria, Sudan e Somalia sono soltanto alcuni degli attuali teatri di guerra e mentre leggete questo post qualcuno sta perdendo la vita a causa di una raffica di kalashnikov, una mina antiuomo, un coglione che si fa esplodere al mercato in nome del suo dio. Perché gli attentati in Francia ci scuotono tanto? Perché ci ricordano che la follia degli estremismi non è solo una notizia come le altre del telegiornale. Oggi a loro, domani potenzialmente a noi. E via con il festival internazionale dell'ipocrisia. Si può sconfiggere l'ipocrisia? Se sì, in che modo? Con i bombardamenti? Se riuscite a dare una risposta a questa domanda, probabilmente avete in mano un'efficace soluzione al problema dell'integralismo religioso.

Il problema non è soltanto l'Islam. Qualunque fede è violenza, a tutte le latitudini e in tutte le sue forme. Dopo un eccidio commesso al grido di Allah è grande, prime pagine dedicate allo sdegno del Papa. La Chiesa Cattolica porta sulla coscienza duemila anni di persecuzioni e torture contro pagani, ebrei, protestanti, valdesi e compagnia bella. In un mondo normale, tra gente normale, la reazione istintiva dovrebbe essere di rifiuto, disgusto nei confronti di del sistema-religione. Di ogni religione.

Siamo (anzi, saremmo) in uno stato laico. Uno stato laico che freme per il Giubileo, che va a Messa e a puttane con la stessa disinvoltura, che esporta armi ma ripudia la guerra, che oggi grida alla crociata contro i cattivoni musulmani. Nel 2001 ero a Roma a manifestare contro la guerra in Iraq. Quasi quindici anni dopo penso che questi siano alcuni degli effetti di quella gran cagata. Non si possono abbattere regimi con la pretesa di consegnare la democrazia, chiavi in mano, a popoli che non hanno mai vissuto in uno stato di diritto: è fisiologico che in questo modo il potere cadrà nelle mani di qualche gruppo di rincoglioniti armati. Persino il colonialismo, nella sua atrocità, aveva più senso di questa idiozia: perlomeno i territori conquistati restavano occupati e controllati.

Oggi un intervento militare per fermare quei quattro cialtroni agli ordini del califfato appare indispensabile, ma ciò non deve distogliere l'attenzione dal fatto che siamo nel 2015 e sarebbe magari ora di smetterla con gli amici immaginari su nel cielo. Non esiste una fede moderata: i testi sacri sono pregni di violenza, incitano all'odio e alla discriminazione. L'indottrinamento religioso è un'arma, non una risorsa. Un'arma che prima o poi il Breivik o il Coulibaly di turno useranno contro il prossimo, convinti di essere nel giusto. Per dirla citando il buon Dr. House, se si potesse ragionare con i credenti, non ci sarebbero credenti.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...