mercoledì 14 ottobre 2015

Pubblicare a pagamento è da sfigati

(Immagine scroccata dal sito www.kickfailure.com)
Hai finalmente terminato la stesura del tuo primo romanzo e ne hai le balle così piene che non lo rileggerai nemmeno. Tua zia e l'amichetto/a del cuore ti han detto che si tratta di una storia bellissima, che il tuo è un talento sprecato, che scrivi meglio del figlio dei vicini (iscritto al linguistico). Di correzione di bozze o editing manco a parlarne: è il momento di pubblicare. E inizi a cercare informazioni su Google o, peggio ancora, Yahoo Answers. Cominciano le insidie.

Fermo restando che, detto tra noi, il tuo manoscritto fa cagare carcinomi e nessun editore vero lo pubblicherebbe (ma, se vogliamo prenderci in giro, possiamo sempre raccontarci la storiella della sfiducia nei confronti dell'editoria tradizionale), hai comunque la possibilità di mettere in commercio la tua opera in maniera più o meno indolore.

A questo punto entrano in gioco il Gatto e la Volpe. Promettono mari e monti, ti dicono che il tuo libro sarà presente sugli scaffali, che grazie a loro otterrai il successo, che potrai definirti un vero scrittore, Il tutto, in cambio di un piccolo corrispettivo in denaro, spesso mascherato dalla dicitura "acquisto minimo di copie". Chiamasi "Editoria a pagamento" o, più semplicemente, EAP.

L'EAP è, in sostanza, quel ramo dell'editoria che punta a guadagnare sull'autore. E non importa se quell'autore abbia o meno del potenziale artistico: chiunque è libero di illudersi, ma in questo caso anche i sogni hanno un costo (elevato). È giusto pagare per l'editing, per una traduzione (in italiano, nel tuo caso) o per una copertina. È assolutamente stupido pagare per farsi pubblicare, in quanto esistono centinaia di piattaforme di self-publishing che permettono di farlo senza scucire un centesimo.

Ecco alcuni link per approfondire l'argomento:

Obbrobbrio - "Pagare per farsi pubblicare"

Giramenti - "NO EAP, grazie!"

Stranoforte - (tantissimi articoli in cui vengono smascherati editori truffaldini)

Lipperatura - Lista editori a pagamento e a "doppio binario" (via Writer's Dream)


venerdì 9 ottobre 2015

Chi legge Obbrobbrio è stronzo?

Una doverosa premessa: non sono un feticista delle statistiche e tantomeno un blogger a caccia della visibilità a tutti i costi, però è innegabile che visite e commenti facciano piacere a chiunque, altrimenti che senso avrebbe aprire un blog?

Quando io e la Dott.ssa De Pedantis abbiamo ideato Obbrobbrio, sapevamo che la natura degli argomenti trattati e i toni dissacranti avrebbero allontanato un bel po' di gente (basti pensare alla caterva di insulti che ci è piovuta addosso dopo il post 10 validi motivi per non fare figli o, peggio ancora, La religione è un disturbo mentale). In fondo va benissimo così. Non avrebbe senso castrare le proprie opinioni pur di allargare il consenso, come accade in politica.

giovedì 8 ottobre 2015

"Cuore di tenebra" di Joseph Conrad

La Nellie, una iolla da crociera, girò sull'ancora senza il minimo fluttuare delle vele e si fermò. La marea si era alzata, il vento era quasi calmo e, poiché dovevamo discendere il fiume, non ci restava che fermarci all'ancora e attendere il riflusso. 
L'ultimo tratto del Tamigi si stendeva davanti a noi come il principio di un interminabile corso d'acqua. Al largo, cielo e mare erano saldati senza una giuntura e nello spazio luminoso le vele conciate delle barche che salivano con la marea sembravano immobili fastelli rossi di tele appuntite tra luccicori di aste verniciate. Sulle rive basse che correvano piatte a perdersi nel mare si era posata una nebbia leggera. Su Gravesend l'aria era scura e più in là pareva condensata in una oscurità funerea che incombeva immobile sulla città più vasta e grande della terra.

[J. Conrad, Cuore di tenebra, trad. Rossella Bernascone, Mondadori, 2000]


Inghilterra, fine Ottocento. Su un battello ancorato presso le rive del Tamigi, l'anziano e logorroico Marlow decide di allietare l'attesa delle condizioni ideali per la partenza raccontando una storia agli altri marinai. Per lui il significato di un episodio non andava cercato all'interno, nel gheriglio, ma all'esterno, in ciò che, avviluppando il racconto, finiva col rivelarlo, come la luce rivela la foschia, allo stesso modo in cui l'illuminazione spettrale del chiaro di luna rende a volte visibili gli aloni nebulosi.

Marlow aveva notato, nella vetrina di un negozio, una cartina del continente africano. La mappa presentava dei vuoti, macchie oscure che lo incuriosirono, lo attirarono fino a ossessionarlo. Fu così che egli decise di partire alla scoperta di quei luoghi. Marlow si sarebbe ritrovato di fronte al vero volto del colonialismo vittoriano, quello dello sfruttamento, del razzismo, del commercio di avorio, di un continente stuprato e derubato dall'uomo bianco. Sarebbe stato facile, per Conrad, cadere nella retorica della denuncia. Cuore di Tenebra, invece, rappresenta in primis il confronto-scontro con la diversità, spaventosa in quanto sconosciuta, verso la quale l'impietosità con cui la voce narrante descrive vicende e immagini rappresenta la più profonda forma di rispetto.

mercoledì 7 ottobre 2015

Generatore lettere minatorie di autori stroncati


Cari Visitors,

dopo il generatore di trame di bestseller italiani e fantasy, nonché il pruriginoso generatore di scene erotiche, eccone uno nuovo (ancora in garanzia): il generatore di email minatorie. Quando si ha l'abitudine di scrivere recensioni un po' troppo schiette, infatti, spesso si ricevono messaggi pregni di risentimento, che culminano sempre e comunque in una velata minaccia di spiacevoli conseguenze legali.

Ho realizzato questo generatore per consentire agli autori stroncati un comodo copia-incolla della letterina che riterranno più appropriata. Meno tempo dovranno dedicare a queste inezie, più ne avranno a disposizione per le loro opere e, magari, migliorare il proprio italiano.
(Premete F5 per generare un nuovo testo)




lunedì 5 ottobre 2015

"Per Sempre Noi" di Lucia Tommasi

Se una mano oscura concentrasse tutti i mali possibili della narrativa, del lessico e della grammatica in un solo libro, probabilmente il risultato finale somiglierebbe al romanzo che sto per recensire.
La sapiente mano dell'autrice, Lucia Tommasi, individua nel narratore onniscemo il punto di vista ideale, facendo compiere alla voce narrante così tanti scempi della lingua italiana da farla sembrare analfabeta come i personaggi che popolano questa sorta di trasposizione paraletteraria di una soap opera.

Il romanzo è ambientato a Verona, ma avrebbe potuto esserlo anche a Campobasso o a Lodi, in quanto non c'è mezza riga che faccia riferimento a un luogo preciso o perlomeno esistente. Ma chi se ne frega del contesto? In fondo ciò che importa è la trama. Parliamone.
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