sabato 27 dicembre 2014

L'ultimo post dell'anno


Care Amiche, cari Amici,

il 2014 volge al termine e, come da tradizione, è ora per me di pubblicare il solito resoconto di cui non fregherà un cazzo a nessuno. Prima di ammorbarvi, però, vi metto al corrente dell'iniziativa del Dott. Mario Borghi, persona degna di stima per la sua cultura e il suo impegno nel smascherare i furbetti dell'editoria, che ha dato inizio a una raccolta di fondi finalizzata a fare della sua Pubblica Bettola un vero e proprio caffè letterario. Ricolmi di bontà natalizia, voi tirchiacci potreste finanziare tale nobile iniziativa cliccando su questo link: http://goo.gl/v8Tc6G (da nazivegano mi impegno, ovviamente, a recarmi lì armato di mazza da baseball e lanciafiamme nel caso in cui il giorno dell'inaugurazione verranno servite pietanze a base di carne).

Buona lettura


RACCONTI DI MERDA - Seme Nero ha vinto l'edizione 2014, meritandosi il preziosissimo portabanana, con il racconto "La prescelta". Leggerlo è stato emozionante, nonché lassativo.

CONFESSIONE SCOTTANTE - Avevo giurato a me stesso che non avrei più comprato saggi sulla scrittura. Ne avrò letti o studiati almeno una quarantina, quanto basta per capire che nel 90% dei casi si tratta di robaccia, e che quel 10% restante è composto da testi di cui ricordo ben pochi concetti davvero validi. E invece ho tradito il patto con me stesso, acquistando un libro di PERISSOTTO. Sì, Perissinotto. quello nel giro della Scuola Holden, quello con questa faccia qui. Aperto il libro, con quella curiosità un po' gay tipica di chiunque stia per aprire un libro, mi sono imbattuto in due "piuttosto che" utilizzati con funzione disgiuntiva nella prima pagina. Ma non c'è limite al peggio: infatti mi son reso conto di aver perso lo scontrino, ergo addio diritto di recesso. Che cazzo.

RIVELAZIONI - Grazie a un amico  (Rob N. Roll) ho scoperto che il Molise esiste davvero.

TRAGUARDI - Dopo sette lunghi anni di cesellature e revisioni ho finalmente pubblicato il mio primo romanzo, "La Notte dei Truzzi", ricevendo attestati di stima come questo:


INFAMIA - Ho convinto il buon Madeddu a sbarcare su Wordpress (la migrazione da Blogger è un bagno di sangue) sostenendo a gran voce che fosse la scelta più saggia e che l'avrei fatto anch'io a breve. Ma sono ancora qui.

GIRAMENTI - Io e la Dott.ssa De Pedantis abbiamo avuto l'onore e il piacere di conoscere Gaia Conventi, la cattivona di Giramenti, in occasione del triste LibrarVerona 2014. Una persona schietta come poche, con cui ovviamente abbiamo spettegolato davanti a uno spritz su tutti voi, in attesa di un calzoncino al pomodoro che non è mai arrivato. E che non arriverà mai.

LIBRI OSCENI - Nel 2014 ho letto il libro più brutto che sia mai stato scritto. Così brutto che non ho ancora trovato il coraggio di recensirlo. Spero di deliziarvi, già da gennaio, con un post degno di tale opera.

BUONI AUSPICI - Ho iniziato a lavorare su un racconto fantasy. Una storia che piacerà soprattutto a chi odia il fentasi (cit. Alessandro Forlani). Non so se e quando vedrà la luce, ma già la trama mi appare più irresistibile di una parmigiana di melanzane.

DUBBI CHE RESTERANNO - Risolto il dilemma della funzione dei batuffoli di cotone che si accumulano nell'ombelico, resta quello sul perché gli automobilisti tendono a scaccolarsi quando sono fermi ai semafori.

Carissimi, concludo questo inutile post ringraziando chi ha seguito il mio blog, chi mi ha aiutato - e tanto - nella stesura, nell'impaginazione, nel "confezionamento" della mia Notte dei Truzzi (Elisa, Daniele, Milena, Alessandro, Michele, Rita) e chi mi ha dato fiducia leggendo il libro.

Non so cosa ci riserverà l'anno nuovo e tantomeno cosa ne sarà di Obbrobbrio. Una cosa è certa: troverò nuovi modi per starvi sulle balle.

Arrivederci

Alessandro 

martedì 23 dicembre 2014

ISBN e autopubblicazione: una novità interessante

Un'immagine casuale. Che cazzo avrei dovuto metterci, un codice a barre?

Cari Visitors,

il Natale si avvicina, Capodanno pure, ed evidentemente quelli dell'agenzia ISBN hanno le balle così piene di dover rispondere a richieste del tipo "ma se non ho una casa editrice, posso comunque acquistare un codice da applicare sul mio Donne in crisi ormonale?" che han deciso una svolta epocale: dal 2015 ogni povero cristo in via di autopubblicazione potrà comprare il suo bel codicino rendendo, di conseguenza, il proprio capolavoro ufficialmente edito e ordinabile in qualsiasi libreria fisica.

Se non mi credete, oltre a dimostrarvi delle grandissime betoniere di sterco, fate un saltino qui e leggete il comunicato pregno di ufficiosa ufficialità:


Cari librai, siete avvisati: da Gennaio un'orda di scrittoruncoli esordienti si presenterà cercando di ordinare improbabili titoli di autori ancor più improbabili. Glielo leggerete in faccia, e per voi sarà impossibile resistere alla tentazione di chiedergli: ma, per caso, l'hai scritto tu?

Buone feste, bipedi.

Alessandro

lunedì 22 dicembre 2014

Lassù qualcuno ci legge

Cari Visitors,

circa un anno fa, inventai un'intervista a John Cialtron, personaggio immaginario, in cui si parlava del futuro dell'editoria. L'intervistato, venuto dal futuro, rivelava che la crisi sarebbe stata superata grazie al pay-to-read, una strategia di marketing caratterizzata dalla presenza di pubblicità nella narrazione.

Questa mattina ho letto sul sito de "Il Giornale" (non fatevi strane idee: ci sono arrivato tramite un aggregatore di notizie) un articolo intitolato "Lo sponsor paga, l'autore scrive e il romanzo diventa di marca" in cui si parla di William Boyd, autore britannico al quale la Land Rover ha commissionato un racconto a tema libero, purché compaia da qualche parte un fuoristrada della celebre casa automobilistica inglese.

Sebbene io sia da sempre convinto che la pubblicità occulta nel romanzo sia da sempre esistita (nutro qualche sospetto su Stephen King), dal mecenate che firma un bell'assegno a favore dell'autore di turno al pay-to-read di Cialtron il passo è davvero breve, non trovate?


sabato 20 dicembre 2014

"La notte dei truzzi" recensito su "Il Club del Libro"


(articolo a cura di Elisa Gelsomino)
Ve l'abbiamo già consigliato qui, di essere anticonformisti ed originali questo Natale. A tutti i suggerimenti che vi abbiamo dato finora, aggiungete – e tenete bene in evidenza –  La notte dei truzzi di Alessandro Cassano. Un libro un po' Grinch e molto politicamente scorretto, esilarante quanto eccessivo, che porta a riflettere sulla società di oggi.
Alessandro Cassano, autore del blog pseudoletterario Obbrobbrio, scrive un ottimo esordio e si distingue nel mare dei self publisher confezionando un prodotto impeccabile. Lo presenta come "un libro non adatto a moralisti e benpensanti, che disprezzerai già dal primo capitolo o gusterai tutto d'un fiato fino all'ultima riga" e c'è da dargli retta, visto che ne ha per tutti.

martedì 16 dicembre 2014

Pubblicare un libro su Amazon: la mia esperienza


Cari Visitors,

qualcuno di voi mi ha chiesto consigli in merito all'autopubblicazione. A tre mesi dall'esposizione al pubblico ludibrio del mio primo romanzo, La Notte dei Truzzi, posso raccontarvi la mia esperienza con il self-publishing di casa Amazon.

martedì 9 dicembre 2014

Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

è da tempo che non mi faccio sentire, lo so. Non ti chiederò denaro stavolta: ho capito che, in fondo, il denaro non mi piace. Non mi piace il denaro e non mi piace il lavoro, eppure son costretto a reperire il primo mediante il secondo, rinunciando a giorni e giorni della mia vita, mentre qualcuno mi ricorda che non dovrei lamentarmi in quanto c'è gente che un lavoro non ce l'ha.

Arriviamo al sodo: ciò che ti chiedo è di togliermi di torno un po' di gente. Non dico di ammazzarla, ma di metterla perlomeno in condizioni di non nuocere. Ti avviso: l'elenco è lungo. Non come quello delle tue inadempienze, ma quasi. Eccolo:

Vorrei che mi togliessi dai piedi i narcisisti, i coglioni, gli estremisti di qualsiasi religione, leghisti e berlusconiani, i frequentatori dei centri sociali, quelli che parlano di ideali riferendosi al tifo da stadio, quelli che parlano alla prima persona plurale riferendosi a una squadra di calcio.

Vorrei non vedere più la gente che maltratta gli animali, quella che usa "piuttosto che" al posto di "oppure" e quella che scrive "ASAP" anziché "urgentemente", che poi son gli stessi idioti che infarciscono di americanate i propri curricula su Linkedin e non personalizzano la suoneria dell'i-phone perché sennò non si capisce che hanno l'i-phone. 

Vorrei un mondo senza truzzi, senza vicini di casa rompicoglioni e rumorosi, senza ladri che rubano a chi sta peggio di loro. Vorrei che sparissero gli spiritosoni il cui umorismo raggiunge l'apice nel descrivere situazioni in cui si va a cena da una radical-chic vegana, sempre vegana, non si sa perché (a proposito di vegani, mi piacerebbe fare a pugni con uno di quelli che sostengono che siam tutti magrolini e denutriti). 

Vorrei che sparissero i giornalisti da quattro soldi, le boy band, i reality show e le mode, i vip che scrivono libri e gli sconosciuti che che scrivono libri sperando di diventare vip. A proposito di libri, per favore, levami di torno gli editori a pagamento e gli autori disposti a pagare per truccar le carte, chi si è montato la testa per una pubblicazione, quelli che devono iniziare ogni frase con "io" considerando tutto il resto un sottoinsieme del proprio ego.

Ti prego, leva di mezzo complottisti e ottimisti, gli economisti improvvisati, gli opinionisti sportivi e non, quelli che usano i social per condividere qualsiasi cosa che termini con "e la tivù non ne parla", quelli che litigano per accaparrarsi l'ultimo microonde in offerta al centro commerciale.

Toglimi dal cazzo chiunque non faccia altro che lagnarsi, quelli che hanno otto case di proprietà e si lamentano per l'IMU, quelli che pagano a rate il tablet per il figlio. Non farmi più vedere giustizialisti e anarchici, quelli che se crepi per una canna te la sei cercata e quelli che la miglior soluzione per il sovraffollamento delle carceri è l'amnistia.

Ripulisci questa Terra da chi è indifferente e da quelli che non si fanno i cazzi propri, la gente invadente e invasiva come l'indice di un proctologo, gli omofobi e le checche isteriche, i lesbiconi che disprezzano ogni uomo a prescindere.

Caro Babbo Natale, mi rendo conto che la lista - seppur incompleta - è lunghissima. Nel caso in cui la richiesta ti sembri esagerata, concedimi solo l'immunità e un Kalashnikov con un bel po' di caricatori. Al resto ci penso io.

Buon Natale anche a te.

giovedì 20 novembre 2014

Cose che ho imparato frequentando i blog

Blogger non è una professione. Qualcuno riesce a guadagnare vendendo fumo, coglioneggiando in giro a botte di webinar, ma ho la sensazione che l'orda di santoni in erba armati di elenchi numerati e grassetti non ci stia capendo molto. O forse il tonto sono io.
Come ho già detto e ribadito a più riprese nei post precedenti, ognuno a casa sua è libero di far ciò che vuole. E se in altri lidi i miei commenti finiscono nell'inceneritore senza aver mai visto la luce, lasciate che utilizzi questo spazio personale per dirvi cosa ho imparato in questi anni di frequentazione assidua della blogosfera:
  • i blog sono generalmente noiosi e privi di contenuti davvero interessanti;
  • molti autori che puntano a ottenere visibilità non si rendono conto di scrivere post che possono interessare solo ad altri autori. Il risultato più evidente è costituito dai commenti di scambio e dal parlarsi addosso;
  • quasi tutti i post dal titolo che inizia con un "Come" in realtà non dicono nulla;
  • molti personaggi, anche noti, non hanno compreso il senso del blogging e con la scusa della moderazione dei commenti attuano politiche da fascisti del cazzo;
  • i blog che pubblicano recensioni di libri sempre e comunque positive son quasi tutti gestiti da marchettari in cerca di amicizie nell'editoria;
  • i guru del copywriting stanno contribuendo a un'odiosa standardizzazione dei blog;
  • gli scopiazzatori son sempre in agguato;
  • l'onnipresenza sui social è il miglior modo per farsi evitare come la peste. Almeno dal sottoscritto;
  • la gente tende a prendersi troppo sul serio e vive la gestione della propria vetrinetta virtuale nel peggiore dei modi.
Sarei ipocrita se vi dicessi che le discussioni sotto i miei post e le condivisioni di ciò che scrivo non mi fanno piacere. Ho sempre visto il blog come una sorta di "Speakers' Corner", quel leggendario posticino londinese in cui ogni pazzoide può esprimere davanti a una folla le proprie opinioni, senza dover necessariamente essere ammanigliato con Tizio o aver praticato una fellatio a Caio.

Di recente il buon Miki Moz ha dato vita a una trasmissione in diretta streaming, organizzata con degli amici, durante la quale ha interagito in tempo reale coi suoi lettori. Un'iniziativa simpaticissima (che forse un giorno imiterò), animata da una genuina passione che dovrebbe costituire un esempio per tutti coloro i quali ritengono che il senso del bloggare si riduca al semplificare e ordinare i propri testi a misura di frettoloso deficiente. Il risultato finale è spesso un'accozzaglia di parole e concetti senz'anima.

Uno dei diktat più frequenti che rimbalzano nella rete è individua la tua nicchia. Credo che la nicchia si crei da sola: quando è scoppiato un casino in seguito alla mia recensione del libro "Racconti della percezione" i numeri parlavano di mille visitatori unici al giorno. Dal momento in cui ho dichiarato apertamente il mio disprezzo nei confronti della sperimentazione sugli animali, i lettori sono drasticamente diminuiti (qualcuno è arrivato addirittura a insultarmi nei commenti. Dopotutto i nazi sono gli animalisti, no?).

Alla luce di questi dati, dovrei forse aggiustare il tiro dei miei post? Dovrei attuare la politica democristiana del dare un colpo al cerchio e uno alla botte? Ma manco per il cazzo

Quando penso a Obbrobbrio, a come vorrei che venisse vissuto da voi lettori questo spazio, mi viene in mente un'oscura bettola di periferia, un luogo virtuale frequentato da pochi intimi ma aperto a chiunque voglia lasciare un segno del proprio passaggio, condividere i propri pensieri sapendo che non verranno censurati dal Cotroneo di turno o ignorati come è accaduto alla mia lettera al giornalista Michele Brambilla

Potrei impegnarmi nel raccattare un centinaio di persone a cui spacciare il mio prossimo libro, invitarvi a cliccare mi piace su questa o quella pagina. Ma è più probabile che io decida di chiudere questo blog, nel caso in cui dovessi rendermi conto di tenerlo in vita solo per riuscire a vendere qualcosa.

Ah, dimenticavo la domanda finale: e voi, come mai seguite Obbrobbrio?

lunedì 17 novembre 2014

Fidbec

Cari Visitors,

ho deciso di condividere con voi i primi feedback verificati (pertanto assolutamente onesti) ricevuti dal mio romanzo "La Notte dei Truzzi" a due mesi dalla sua pubblicazione su Amazon.


Giancarlo: da quando ho letto "La Notte dei truzzi" non soffro più di disfunzioni erettili. 


Doriana74: grazie alla "Notte dei truzzi" ho perso 15 kg, tornando socialmente accettabile!

Davide: un amico mi ha consigliato "La notte dei truzzi". Inizialmente ero scettico, ma ora devo dire che... funziona!

Carolina: se prendere in giro i truzzi vi fa sentire a posto con la coscienza, che vi devo dire, beati voi.


Giuseppe: "La notte dei truzzi"? Dovrebbero includere questo libro nei programmi ministeriali, al posto di quel cazzo di Manzoni.


Noemi: Ke SkiFo! Ttta invidia xKè ki ha skritto qst libro nn è StyLoso km noi!!


Kojac78"La notte dei truzzi" non ci fermerà.


Anto: grazie alla "Notte dei truzzi" ho capito perché la mia ragazza mi ha lasciato.

ForzaBeppe: perché nessuno aveva detto la verità sui calvi prima? Come per le scie chimiche!!!1!! 

giovedì 13 novembre 2014

Roberto Cotroneo e il mistero dei commenti scomparsi


Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare:
scrittori dall'ano in fiamme per una stroncatura,
risposte alle cazzate di Cotroneo censurate sul suo blog.
E tutti quei commenti andranno perduti dal server. 
Come lacrime nella pioggia.

25 ottobre 2014. Il giornalista, poeta e scrittore Roberto Cotroneo pubblica un'invettiva contro chi recensisce negativamente i libri su Amazon. Vengo a conoscenza dell'articolo qualche giorno dopo e mi sorprendo nel constatare che tutti i commenti sotto quel post (scritto maluccio, peraltro) mostrano una certa approvazione nei confronti della scomunica. A quel punto decido di intervenire, inviando questo commento:

La moderazione dei commenti mi è sempre stata sulle balle. La sensazione che il blogger assurga al ruolo di cerbero, pronto a vagliare quali parole siano degne di uscir dalla gabbia e su quali debba calare la scure della censura è davvero antipatica. Ognuno a casa sua fa quel che vuole, quindi decido di affrontare la faccenda sul mio spazio virtuale, realizzando l'intervista a un cavernicolo.

 Passano giorni e giorni, il commento non viene ancora pubblicato. Mi chiedo se Cotroneo non abbia tempo per star dietro al blog o, semplicemente, non ritenga opportuno pubblicare le mie osservazioni. Ripeto: ognuno a casa sua è libero di far ciò che vuole, per carità. Ma da un uomo di cultura, autore di un articolo intitolato "I permalosi virtuali", mi aspetto qualcosa di diverso. Forse sbaglio. Accade però che nei giorni successivi più persone mi dicano che i loro commenti, divergenti dalla posizione di Cotroneo, non sono mai stati sbloccati. Una di queste mi dice di aver sostenuto che, se vogliamo, anche il post di Cotroneo stronca in modo sommario un autore (Fabio Volo). Ma è Alessandro Madeddu a darmi la notizia che aggiunge una fastidiosa pulce a quelle che già popolano le mie orecchie da rozzo e sporco cavernicolo: il mio commento non risulta più "in attesa di moderazione". Basito, corro a verificare le sorti del mio commento. Avrà fatto la stessa fine di quello del buon Madeddu? Doccia fredda: anche il mio commento è stato cestinato. Perduto, come una lacrima nella pioggia.

No, Roberto Cotroneo non può aver commesso una simile azione. Non può aver censurato volutamente solo i commenti non in linea con il suo articolo. Per togliermi ogni dubbio, decido di affidare al buon Piero Panozzo - utenza farlocca registrata al momento - il compito di scrivere parole di approvazione, di leccare le terga dell'Esimio utilizzando la parolina magica invidia. Ecco il testo del commento, inviato il 9 novembre:

Completamente d’accordo con l’articolo del Dott. Cotroneo. Credo che dietro queste stroncature si celino persone ignoranti e invidiose.

Passano tre giorni, non mi arriva alcuna notifica dell'avvenuta pubblicazione. Sono stato uno stolto, penso, a sospettare anche per un attimo che una persona così colta e autorevole utilizzi stratagemmi del genere per sottrarsi a una critica. Ma ti pare che Roberto Cotroneo possa star lì a selezionare i commenti da pubblicare in modo da rendere l'idea che tutti siano sempre e solo concordi con lui? Devo smetterla di essere così diffidente.

12 novembre 2014, ore 17:03. Mi arriva una notifica via email. Questa:


No, non può essere. Vado subito a controllare il blog di Cotroneo. Il commento farlocco ma concorde è stato pubblicato.

Come dovrei interpretare tutto ciò? Non ne ho idea.

Cito parole di Cotroneo nel suo post: "Di un mio libro è stato scritto che non solo è inutile (e pazienza) ma che è dannoso. Dannoso a casa mia è il Mein Kampf, non un un libro che racconta i processi creativi e della scrittura".

Mentre si susseguono nella mia mente immagini di soldati intenti ad allestire roghi per moderare parole scomode, si fa vivo il mio solito dubbio. Un dubbio destinato forse a non ottenere mai una risposta: se anziché dannoso il libro fosse stato definito un capolavoro, Cotroneo si sarebbe indispettito? Avrebbe sostenuto con la stessa veemenza che capolavoro è Guerra e Pace, non il suo libro che racconta i processi creativi e della scrittura? Perché se un lettore è incompetente lo è sempre, sia che si esprima leccando nobili terga, sia che decida di esporre un parere poco lusinghiero.

Ai voi cavernicoli l'ardua sentenza. Nella mia tribù, però, queste si chiamano rosicate.

mercoledì 12 novembre 2014

L'esito del sondaggione


Non so se gli argomenti del post vi interesseranno o meno e non so cosa vi spinga a seguire questo blog. Per il sottoscritto questo articolo non è solo una dichiarazione di intenti, bensì una liberazione. Un blog, infatti, è allo stesso tempo diario e bettola, informazione e pettegolezzo, Einstein e Giovanardi. La sua dimensione personale, però, non dovrebbe mai essere dimenticata. La liberazione sta proprio nel riappropriarsi di tale dimensione.

Buona lettura.

giovedì 6 novembre 2014

Intervista a un cavernicolo

Roberto Cotroneo, giornalista, scrittore, poeta critico italiano (copincollo da Wikipedia in quanto, sinceramente, ignoravo chi fosse) ha pubblicato un articolo intitolato "Stroncate i libri su Amazon? Siete solo dei cavernicoli". Si tratta di un vero e proprio anatema contro gli stroncatori seriali, definiti stalker culturali, spocchiosi, ignoranti, presuntuosi.

Per par condicio ho ritenuto opportuno invitare un degno rappresentante della parte sotto accusa. Si tratta di un cavernicolo, anonimo non per sua scelta, ma per il semplice fatto che nella sua tribù non si usa assegnare un nome agli individui che ne fanno parte. Approfitterò della sua disponibilità per porgli alcune domande, cercando di comprendere il suo punto di vista.

Salve, signor Cavernicolo. Innanzitutto, volevo chiederle  in che modo la Sua tribù è entrata in possesso di dispositivi per la lettura di libri digitali.

Arghaaahghah uuuuuga, ugaaa! (Saltella mimando la caduta di qualcosa dal cielo, poi mi mostra delle monete d'oro di cui ignoro la provenienza)

Conosce il giornalista, scrittore, poeta e critico italiano Roberto Cotroneo?

Ugha, ugha? (Abbassa il capo per controllare qualcosa sotto il pellame che gli copre le pudenda, poi scuote la testa con un'espressione confusa)

Ha mai votato un feedback negativo su Amazon? 

Auaaagh! Ugah! (Annuisce, agitando i pugni)

Roberto Cotroneo ha pubblicato un'invettiva contro chi stronca libri su Amazon, sostenendo che si tratta di "Gente che non ha mai pubblicato un proprio libro perché fanno schifo". Cosa ne pensa?

Augauh, uagh! Ugaa! (Si batte un pugno sul petto e scuote il capo, poi mostra ancora le monete d'oro e annuisce)

Intende forse dirmi che il lettore non dev'essere necessariamente uno scrittore, e che ha diritto di criticare in quanto ha pagato?

Uga, aughah! (Batte le mani annuendo)

Conosce autori che si siano lamentati di un feedback a cinque stelle, sostenendo che anche i pareri positivi di un ignorante siano, di conseguenza, inattendibili?

Arrghaaagh! (Sbuffa e scuote il capo con violenza)

In conclusione, come giudica l'atteggiamento di chi condanna le recensioni negative?

(Afferra un accendino dal tavolo e lo usa per ustionarsi il sedere) UGHAAAAARRRGGGH!



lunedì 3 novembre 2014

Come superare il blocco dello scrittore

Ti capisco. Sei alla frutta: vuoi scrivere il bestseller del secolo - sai di averne le potenzialità - ma non ti viene in mente una trama degna del tuo talento. Hai chiesto consigli su Yahoo Answers, hai interpellato Google, hai persino provato a leggere qualche quarta di copertina (leggere un intero libro ti avrebbe portato via troppo tempo) ma non hai trovato nulla di utile. E i blogger, quegli incompetenti, ti hanno rifilato una serie di suggerimenti da writing-coach del tipo "esci a fare una passeggiata", "guardati un bel film", "fai jogging con un dito nel culo". Risultato? Il foglio è ancora bianco. Fidati di me: se le loro strategie fossero valide, col cazzo che ne parlerebbero su un blog. Gli unici metodi davvero infallibili per superare il blocco dello scrittore sono qui, in questo post. Fanne tesoro o rassegnati a sforzarti come uno stitico nel tentativo di tirar fuori una storia decente.

giovedì 30 ottobre 2014

L'ultima recensione di Obbrobbrio

Cari Visitors,

ci sono giorni in cui, fumando una sigaretta sul cesso, si prendono decisioni importanti. Riflettevo sul botta e risposta avuto qualche giorno fa con un'autrice "edita",  che con un prolisso giro di parole criticava chi pubblica pareri negativi sui libri. Quando le ho fatto notare che non c'è nulla di più spontaneo e genuino di un "questo libro mi fa cagare", dimostrandole con un link a una mia vecchia recensione che gli autori hanno l'abitudine a prender troppo sul personale i giudizi sulle loro opere, la risposta è stata un non ritengo gli autopubblicati degni di una recensione.

Non ho nulla di personale contro di lei, non ho idea di cosa scriva (mi è bastato un booktrailer per farmi desistere dall'interessarmene) e so che il suo è un pensiero condiviso da molti. Dopotutto, ognuno in casa sua fa ciò che vuole.

Ora, detto tra noi, non mi ritengo certo un paladino dell'autopubblicazione. Per molti sono una sorta di troll, per altri uno che ha cercato di farsi largo a spallate urlando per ritagliarsi un po' di visibilità tra i millemila blog letterari. Posso solo affermare di non avere la puzza sotto il naso, di leggere il Pinco Pallino autopubblicato con lo stesso rispetto e la stessa attenzione che presterei a uno Scrittore edito da Adelphi.

Quella che leggerete tra qualche giorno sarà la mia ultima recensione di un libro. I motivi sono tre, semplici semplici:
  • se stronco un autopubblicato, non faccio altro che alimentare l'ego (già smisurato) di quelle quattro facce di merda che popolano il limbo di cui parlavo nel post precedente;
  • ci sono già tantissimi blog che recensiscono libri, certamente con più competenza del sottoscritto;
  • il libro che sto per recensire è il più brutto di sempre e dubito che qualcuno riuscirà mai a scriverne uno peggiore.
Detto questo, vi lascio con un video. Uno spezzone tratto da Scarface, dedicato a tutti coloro che hanno puntato il dito contro il mio registro linguistico - sul blog, nel mio libro, sui quei social così social da spingere vicini di casa a comunicare via Facebook anziché usare un cazzo di citofono e andare a prendersi un caffè - e il mio modo di trattare certe tematiche.

E buonanotte.

mercoledì 29 ottobre 2014

Post

In linea di massima, ciò che vuole un blogger sono visite, condivisioni e commenti. È per questo che segue guide su guide, realizzate da guru improvvisati, volte a renderlo una cintura nera di grassetti e di:
  1. elenchi puntati e numerati;
  2. liste;
  3. uso del punto e virgola;
  4. sottolineature;
  5. corsivi.
Ogni post deve concludersi con una domanda rivolta al lettore: potrebbe essere così coglione da non capire che il tasto "commenta" sottintende la possibilità di esprimere un parere su ciò che si è letto.

Io non piaccio a voi e voi non piacete a me. Troviamo un compromesso. Io non vi ammorberò con un post lunghissimo e voi mi delizierete con commenti scritti in fretta e a casaccio. Pronti? Ecco, arriva la domanda.

E voi, blablabla?


lunedì 27 ottobre 2014

Su scrittori, festival del libro e chirurghi feticisti

Per il secondo anno di fila, io e quella criticona della De Pedantis abbiamo mosso le nostre ingombranti chiappone per recarci al LibrarVerona, quella che vorrebbe rappresentare una fiera del libro e che invece... parliamone.

Già lo scorso anno l'impressione non era stata delle migliori. Il programma 2014 parlava chiaro: libro sul pensiero di Papa Francesco, libro sulla vita di Papa Francesco, libro su quante volte al giorno va al cesso Papa Francesco. Quel barlume di librosità residua costituito da un tendone-libreria (poca roba, a dire il vero) nella scorsa edizione, quest'anno è sparito. A prenderne il posto, tre bancarelle. In ordine, da sinistra a destra: libri sul Veneto, biblioteca biblica, biblioteca biblica.

E mentre spettegolavamo con Gaia Conventi, reduce dalla brillante presentazione di "Nero per n9ve" in una chiesa sconsacrata a distanza di sicurezza da cotanta ostentazione religiosa, dal palco in Piazza dei Signori una voce femminile annunciava - possa Zeus fulminarmi all'istante se sto  mentendo - "e ora è il momento di dar la buonanotte a Gesù".

Una lametta, per favore.

giovedì 23 ottobre 2014

I figli come piaga sociale (per chi non ne ha)


Lo ammetto: i bambini non mi piacciono, sebbene non entrerei mai in un asilo nido armato di lanciafiamme. Piuttosto, prenderei a randellate quella gente che, pur di potersi vantare di aver messo al mondo l'ennesimo Pinco Pallino, non si cura degli effetti devastanti del proprio egoismo sul prossimo.

Tempo fa, ho pubblicato un post intitolato "Dieci validi motivi per non fare figli". Mi rendo conto che in un paese ipocrita e democristiano come questo, toccare la presunta sacralità della famiglia intesa come tizio, tizia e derivati possa sollevare delle polemiche. Ma chi se ne frega? La mia famiglia è composta dal sottoscritto, la sua compagna e tre gatti. Non sono sposato, non voglio figli e sono certo che mai ne vorrò. Assisto impotente ai salassi che lo Stato opera sulla mia busta paga da cittadino celibe e senza figli a carico, leggo di una cintura nera di populismo che fa notare a Renzi che anziché donare ottanta euro alle neomamme dovrebbe costruire degli asili nido e quelle poche volte in cui sono costretto a recarmi in un centro commerciale devo gironzolare per un quarto d'ora nel parcheggio in quanto ai posti riservati ai disabili si sono aggiunti quelli per future mamme. Non posso fumare una sigaretta leggendo un libro sulla panchina di un parco, perché è vietato in quanto ci sono i bambini. Ma quando i figli dei vicini rompono i coglioni strillando a qualsiasi ora, di fatto non mi tutela nessuno.
Sulla terra siamo quasi in sette miliardi e mezzo. Abbiamo devastato un pianeta meraviglioso, stiamo distruggendo la biodiversità, ci facciamo la guerra perché le risorse iniziano a scarseggiare e noi siamo troppi, avidi e stronzi.

venerdì 17 ottobre 2014

Dieci modi infallibili per stare sul cazzo ai propri lettori

  1. Utilizzare un linguaggio considerato volgare;
  2. non prestarsi alla pratica dei commenti di scambio;
  3. stroncare brutalmente i manoscritti che ti vengono inviati "per ottenere un parere imparziale";
  4. prendere per il culo le abitudini tipiche della gente che ti segue;
  5. non cliccare "mi piace" al trentaquattresimo invito da parte di un tuo lettore;
  6. non trascorrere giornate intere cliccando "retweet" sotto ogni boiata;
  7. dichiarare apertamente il proprio disprezzo verso un gruppo sociale;
  8. rifiutare un guest post;
  9. non accettare richieste di amicizia da Pinco "Scrittore" Pallino;
  10. stroncare libri e poi pubblicarne uno.

giovedì 16 ottobre 2014

Assaggino

Il mio dormiveglia venne interrotto quando Scaramuzzi, passato per la consegna della posta, lanciò verso di me una piccola busta da lettera bianca che mi colpì sulla fronte. La osservai. Il mittente era il famoso editore inglese Master&Geppett, uno dei tanti a cui avevo inviato il mio manoscritto sulla manutenzione delle piscine. La lettera, tradotta, diceva più o meno questo:

Dear Mr Panozzo,


abbiamo preso visione della copia del Suo manuale per la pulizia delle piscine "Clora & Godi" che ci ha cortesemente inviato. Dobbiamo riconoscere con estremo rammarico che la Sua opera non si limita a risultare del tutto incompatibile con il nostro catalogo, ma infonde un profondo disappunto nel lettore.

Per esempio, ci ha lasciati oltremodo sconcertati il Suo dissuadere il lettore da un uso improprio dell'acido cloridrico ammettendo di averlo utilizzato "per uno scherzo da prete" al Suo amministratore di condominio. Discutibili anche le continue allusioni sessuali e ancor più il capitolo conclusivo, intitolato "come fare invidia al bagnino", nel quale illustra addirittura i luoghi più sicuri dove appartarsi con la vacanziera di turno.

Data la Sua naturale vocazione per il trash e lo splatter, evidenziata da frasi quali "preferisco Micostop in quanto, come è stato dimostrato, uccide i batteri lentamente, dopo avergli inferto atroci sofferenze" o ancor meglio da "sorrisi guardando il calcare schiumare[...]quel lurido bastardo meritava di sciogliersi nell'acido", Le consigliamo vivamente di cimentarsi nella narrativa di tal genere.

I nostri migliori auguri per il Suo futuro professionale.

Spencer T. Reynolds


L'ultimo tizzone di autostima ancora ardente in me si spense precipitando nello sporco cesso dell'abulia.
«Allora, Piero, buone notizie?» chiese Scaramuzzi, dandomi una pacca sulla spalla.
«Notizie...» risposi, allontanandomi.

(Tratto da "La Notte dei Truzzi")

domenica 12 ottobre 2014

Musica e autopubblicazione

Vi piace ciò che passa in radio? Se devo essere sincero, a parte qualche sporadico ascolto di Virgin Radio, ormai il mio ascolto delle emittenti è limitato a quello involontario che subisco ogni volta che capito in un centro commerciale. Il motivo? Il 99% di quello che viene trasmesso è merda.

Gli artisti, o presunti tali, per raggiungere il successo nelle vendite devono proporre robaccia commerciale, pezzi che durano una stagione per poi cadere nel dimenticatoio. Se Hendrix fosse nato negli anni Novanta, la sua "Hey Joe" sarebbe stata cestinata da qualsiasi discografico.

Il vero rock, quello passionale e sentito, quello ignorante o alternativo, oggi lo si può incontrare pagando una consumazione in una birreria di quart'ordine, o passeggiando accanto a un box in lamiera preso in affitto da qualche ragazzino alle prese con la prima batteria.

Stesso dicasi per l'hip hop nostrano: c'è chi ha avuto successo e si è commercializzato propinando cagate immonde, chi ha scelto di mantenere la propria dignità pur sapendo di non ricavarci un soldo e chi, pur ridicolizzandosi in ogni modo e regalando i propri album nel web continua a fare schifo.

Nella musica funziona così: o scegli il compromesso (e molto spesso neanche basta), o ti accontenti di fissare come massimo obiettivo quello di suonare alla sagra dell'asparago. Anche nella musica ci sono marchi "a doppio binario", disposti cioé a pubblicare il disco di Pinco Pallino a pagamento. Così va il mondo: l'imprenditore medio è un figlio di puttana.

La proporzione è semplice:


scrittore : cantautore = casa editrice : major discografica


Nell'autopubblicazione, che si tratti di musica o scrittura, c'è così tanta merda da poterci concimare tutti i campi del mondo. Questo è il risultato della parola data a tutti senza filtri, nonché il principale motivo di critica da parte di chi l'idea di uno che se la canta e se la sona dalla copertina alla promozione proprio non riesce a sopportarla. Lo capisco, anch'io ho sprecato tempo e denaro per romanzi che probabilmente non sono stati nemmeno riletti dai loro autori. Ma l'alternativa, qual è? Una Rizzoli che pubblica il romanzo di un'autrice che ignora regole ortografiche di base, solo perché ha vinto un concorso a colpi di "mi piace"? Proseguendo nel paragone musicale, qui siamo ai livelli del gangnam style. Sbaglio?

Nello stesso periodo in cui l'autrice di un libro autopubblicato (e stroncato su questo blog) mi minacciava di querela, altrove un libraio autore di un articolo isterico contro il self-publishing mi accusava di essere una sorta di grillino dell'editoria, profetizzando che questa smania di pubblicare da soli imploderà, e a salvare i pochi lettori italiani resteranno solo le case editrici.

Impalerei su una quercia secolare ogni idiota che autopubblica un libro prima di averlo sottoposto a editing, come sputerei in faccia a ogni autoruncolo che se la tira in quanto la Stocazzo Edizioni ha deciso di pubblicare la sua storia su un amore difficile, garantendogli una percentuale dello 0,003% sulle vendite.

Signori, benvenuti nel mondo in cui il libro è un prodotto, l'editore una persona giuridica in cerca di lucro e l'autore un mitomane del cazzo che vuole ostentare la propria presunta bravura da quando un'incauta maestrina delle elementari gli ha assegnato il primo 10 e lode.

Da quale delle parti coinvolte vi state lasciando strumentalizzare?

sabato 11 ottobre 2014

Premio Eunucus 2014. The winner is...

PREMESSA: questo è un post satirico e gli eventi di cui parla non sono mai accaduti. Pertanto, nun ce rompete. Grazie!

«È un'emozione che mi colma il cuore d'amore». Esordisce così, davanti a critici e giornalisti, il vincitore del premio Eunucus 2014. Teobaldo Guberti si è aggiudicato la statuetta a forma di tritamaroni grazie al suo romanzo Come una bambola gonfiabile, una storia che affronta con coraggio il tema troppo spesso sottovalutato dello sfruttamento della prostituzione.

Non ce l'ha fatta, invece, Olinda "Scrittrice" Paganelli: il suo Non ricordo perché tremo, una storia che affronta con coraggio il tema troppo spesso sottovalutato del morbo di Alzheimer combinato col Parkinson e due parti di Cointreau, si è piazzato soltanto secondo.

La sac à poche d'argento per il libro al femminile che meglio rispecchia i valori troppo spesso sottovalutati della famiglia, dell'amore per i figli e dei pregiudizi verso le donne va a I figli sono la cosa più bella  di Amanda Lexotan. Non ce l'ha fatta, purtroppo, la tipa del libro con la lavatrice in copertina. Il prossimo bucato andrà meglio.

«Siamo molto soddisfatti, è stato un successo» ha affermato Antonio Incapretti, organizzatore dell'evento, mostrando con orgoglio la foto di due spettatori addormentati. «A chi parla di crisi rispondo che il mercato deve ripartire da qui, da questi livelli qualitativi».

Teofilo Anselmi

mercoledì 8 ottobre 2014

Il Truzzo Neomelodico


ATTENZIONE: le immagini presenti in questo video potrebbero urtare la vostra sensibilità


IL TRUZZO NEOMELODICO (Truzzus Neomelodicum) nasce nel Meridione per poi diffondersi nell'intera penisola, nonché all'estero. Si suddivide in due macrocategorie:
- il Truzzo Neomelodico Attivo (TNA), dedito a esibizioni canore a scopo di lucro;
- il Truzzo Neomelodico Passivo (TNP), fruitore ed estimatore delle manifestazioni artistiche del TNA.

TEMATICHE RICORRENTI:

L'orecchiabilità dei pezzi consente all'arte del TNA di costituire un efficace strumento comunicativo. Le tematiche, affrontate con estremo coraggio, riguardano soprattutto:
- corna (leggasi "tradimenti");
- le difficoltà incontrate ogni giorno da un malvivente (dal boss al semplice spacciatore);
- il piacere derivante da piccole soddisfazioni materiali (auto nuova, motorino, nutella).

venerdì 3 ottobre 2014

Il mio libro. Cinque motivi per...



Cari amici,

ci siamo. Sia il cartaceo che l'ebook sono disponibili, esposti al pubblico ludibrio. Sono pronti a emozionare, indispettire, annoiare, divertire o contrariare i lettori.

C'è una ragione per cui non ho mobilitato mezza blogosfera affinché il mio libro venisse pubblicizzato in ogni dove. La motivazione sta nel fatto che, se c'è una nicchia di lettori ideali per La notte dei truzzi, questa si trova tra le quattro pareti di questa bettola virtuale. Lo stile di Obbrobbrio, infatti, lo conoscete bene. È il mio modo di esprimermi, di comunicare. Ed è il  modo in cui ho messo nero su bianco un dramma umano, vestendolo di umorismo.

Con la massima sincerità, sto per elencarvi validi motivi per cui dovreste evitare il mio libro come la peste, e qualche ragione per cui potreste amarlo. 


Cinque motivi per non leggere La Notte dei Truzzi:

  • nessun editore serio la pubblicherebbe;
  • è una storia estrema, eccessiva, isterica;
  • l'umorismo, a volte, rasenta il demenziale;
  • contiene linguaggio esplicito, che qualcuno riterrà volgare;
  • potreste ritrovarvi presi di mira.


Cinque motivi per cui potreste amare La Notte dei Truzzi:

  • è una storia onesta, dalla prima alla trecentesima pagina;
  • sotto una parvenza demenziale e sbarazzina, è una storia che racchiude riflessioni su tematiche che mi toccano nel profondo;
  • si tratta di una storia che ho raccontato divertendomi, senza la volontà di accanirmi sul lettore con inutili virtuosismi;
  • pur costando quanto uno spritz, è scritta in italiano;
  • piace tanto ai miei gatti.


Se deciderete di leggere la mia storia, sarete liberi di tornare da queste parti e prendermi a insulti nel caso in cui crederete che vi abbia mentito.

Alessandro Cassano


"La Notte dei Truzzi" su Amazon: http://amzn.to/1ywT15x



mercoledì 1 ottobre 2014

Confessioni imbarazzanti

Non ho mai amato Fabio Volo (nessuno dice di amarlo, sebbene i suoi libri vendano un casino). Eppure, grazie a lui, ho scoperto uno scrittore destinato a diventare uno dei miei preferiti. Circa dieci anni fa, infatti, ascoltando casualmente una radio sentii la voce di Volo leggere una frase di Educazione di una canaglia, l'autobiografia di Edward Bunker. Acquistato il libro, lo lessi in tre giorni. La mattina del quarto giorno andai in libreria a ordinare Come una bestia feroce e Cane mangia cane.

domenica 28 settembre 2014

Il centro di recupero per autori stroncati

Sognavi un futuro da scrittore di successo e l'unica pubblicazione l'hai ottenuta sganciando ottocento euro? Non riesci ancora a mandar giù il parere negativo di qualche cattivone? Da oggi puoi contare su un gruppo di amici che ti aiuterà a voltar pagina.

Presso il Centro di Recupero Autori Stroncati, grazie a un team di esperti del settore, potrai raggiungere una nuova consapevolezza delle tue reali capacità. Il tutto in modo graduale, affinché l'esperienza si riveli piacevole anziché traumatica.

giovedì 25 settembre 2014

La Notte dei Truzzi


Cari amici di Obbrobbrio,

dopo due anni di disonorato servizio come recensore improvvisato e docente di scrittura di merda, è arrivato per me il momento di fare un salto dall'altra parte della barricata.
Ho scritto un libro, una distopia umoristica intitolata La Notte dei Truzzi. Con un lungo brivido lungo la schiena posso finalmente annunciarvi la sua pubblicazione su Amazon. 

A questo punto suppongo di dover scrivere qualcosa che vi spinga ad acquistare il mio romanzo, ma in vita mia son sempre stato un pessimo venditore. Parlandovi nella maniera schietta di sempre, posso solo dirvi che, se Obbrobbrio vi piace, apprezzerete La Notte dei Truzzi.  

Si tratta della storia di Piero e dei suoi amici, che si ritrovano a vivere in un mondo in cui congiuntivi sono banditi e i libri di Moccia vengono utilizzati come strumento di tortura. Mi fermo qui perché non voglio farvi troppe anticipazioni, ma sappiate che accadrà di tutto.

Qualcuno riterrà questa storia eccessiva, qualcun altro riuscirà a coglierne i significati più profondi. Conscio di aver dato il massimo per realizzare qualcosa di diverso dalle solite pacchianate, non mi sottrarrò alle critiche.

Mentre per il cartaceo bisognerà aspettare qualche giorno (la brossura è veramente ben fatta) potete scaricare l'estratto gratuito dell'ebook a questo link: https://www.amazon.it/dp/B00NW2BZ3E e, ovviamente, decidere se acquistarlo o meno. Inutile aggiungere che per leggere il formato elettronico non è indispensabile possedere un ebook reader, in quanto basta utilizzare l'applicazione Kindle scaricabile su qualsiasi smartphone o tablet.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti gli amici che mi hanno aiutato, in un modo o nell'altro. A loro ho dedicato una pagina di ringraziamenti.

Spero di cuore che La Notte dei Truzzi diverta i lettori almeno quanto scriverla ha divertito il sottoscritto.

Alessandro


martedì 23 settembre 2014

La molla che spinge a fallire

Per una volta, vorrei parlare seriamente di scrittura. Negli ultimi mesi ho ricevuto dozzine di mail da parte di autori in cerca di pareri sui loro scritti. Alcuni hanno richiesto esplicitamente una stroncatura su Obbrobbrio (cosa che mi sembrerebbe una marchetta), altri desideravano semplici consigli. Non ricordo, tra quelli ricevuti, un solo testo che mi sia piaciuto.
Sono certo di non avere le competenze di uno Scrittore o di un editor, ma ritengo più probabile che il vostro libro venga acquistato da un povero stronzo come me, piuttosto che da Terry Brooks. Le seguenti considerazioni non vogliono insegnare qualcosa. Non è un elenco, nessun punto e virgola. Prendetele come un forse non tutti sanno che.

lunedì 22 settembre 2014

I dieci libri che più... mi state sul cazzo


Niente, ho cercato di trattenermi e non ce l'ho fatta. Ho ripetuto a me stesso: in fondo è sempre meglio degli autoscatti nel cesso, no? E poi, diamine... tra qualche giorno esce il mio libro (anzi, lo faccio uscire io, sennò col cazzo...) ed è un po' come ritrovarsi sotto elezioni: una parola fuori posto e sei out.

Ma il senso di fastidio è troppo forte: non posso più nasconderlo. I lettoroidi non li sopporto più. Preferivo i tempi delle superiori, quelli in cui se passavi per quello che gli piace studiare rischiavi il pestaggio. Sì, quei tempi erano migliori: le letture restavano intime.

Non ho niente contro chi legge un buon libro e vuole parlarne. L'ho fatto anch'io e poi, diciamocela tutta, ognuno nel proprio spazio è libero di far ciò che vuole. Ma non riesco ad accettare che la Letteratura venga sfruttata per le gare a chi ce l'ha più lungo. Che poi, cazzo, ne avessi visto uno citare Esco a fare due passiScusa ma ti chiamo amore. Strano davvero, dato che hanno venduto una vagonata di copie. È che non fanno abbastanza radical chic. È una questione di accettazione sociale.

E voi, quanti chilogrammi di libri avete letto negli ultimi due mesi?

martedì 16 settembre 2014

Come realizzare un booktrailer di successo

Considerato il fatto che a nessun editore al mondo salterà in mente di incularsi il vostro libro (perlomeno gratuitamente) sappiate che la vostra autopromozione non può prescindere da un booktrailer che faccia cagare almeno quanto il vostro libro. Ordunque, armatevi di buona volontà e di un’oretta scarsa del vostro prezioso tempo libero e prendete nota dei consigli di questa guida.

domenica 7 settembre 2014

Riusciranno a fermare Moccia?

Per arginare l'epidemia di imbecillità che porta migliaia di individui a disseminare lucchetti in ogni dove, qualcuno a Venezia ha pensato che sarebbe ora di punire con una multa da cinquanta euro i pruriginosi innamoratoidi colti sul fatto.

sabato 6 settembre 2014

Fenomeni paranormali


Cari Visitors,

su questo blog si aggirano delle strane entità. No, non mi riferisco ai troll. Da qualche tempo, ovvero dal giorno della pubblicazione di un articolo in cui dispensavo parole non proprio tenerissime nei confronti di un'autrice e dell'estratto del suo libro, si sono verificati eventi degni di segnalazione al CICAP: la scomparsa di alcuni post su Facebook, il blocco della pagina fan di Obbrobbrio, la sospensione del mio account personale.

Questa mattina persino Big G si è ricordato dell'esistenza di Obbrobbrio: mi è stato notificato via posta elettronica e senza la necessità di intraprendere alcuna azione da parte mia, che l'articolo incriminato verrà messo al bando dai risultati delle ricerche di Google.

Cari spiriti invisibili che vegliate su Obbrobbrio senza mai palesarvi: grazie per le segnalazioni di abuso. Spero che lo facciate per indicarmi la retta via, e che non siate amici del papà della Kyenge.

Dato che su Giramenti ho appreso di un corso per creare un lit-blog di successo, penso che devolverò trecentoventi sudatissimi euro alla causa. Pubblicando recensioni asettiche e politicamente corrette, magari, riuscirò a liberarmi dal timore che il Pinco Pallino di turno possa adunare tutti i suoi follower facendo sì che la mannaia della censura si abbatta ancora su questo mio spazio virtuale, senza il minimo controllo sulla fondatezza delle accuse.

E mannaggia al diavoletto che ci ha fatto litiga'.

venerdì 5 settembre 2014

L'importanza del morire al momento giusto

Ci sono artisti che, dopo aver cavalcato l'onda del successo, sprofondano lentamente nell'anonimato fino ad assumere aspetto e comportamenti tipici dell'uomo finito. Pensate a Kabir Bedi: come lo avremmo considerato oggi se anziché finire all'Isola dei famosi si fosse sparato un bel colpo in testa subito dopo le riprese di Sandokan (il cui padre letterario ha optato per un dignitoso harakiri)?

Heath Ledger: lui sì che ha lasciato questo mondo nel momento giusto. Tra cent'anni si ricorderanno ancora del suo Joker, e di quel Kurt Cobain che ha deciso di farsi saltare il cranio prima di finire ospite a Sanremo.

lunedì 1 settembre 2014

Piccola informazione di servizio


Carissimi Visitors,

tra attestazioni di stima e minacce di querela, Obbrobbrio ha compiuto due anni. Dato che amiamo trastullarci scrivendo cazzatine in questo luogo virtuale, abbiamo deciso che gli daremo una bella rinfrescata.
Come avrete notato, l'indirizzo del blog è cambiato in www.obbrobbrio.it. L'acquisto del dominio era un passo obbligato, in quanto prima o poi (leggasi quando riusciremo ad avere un po' di tempo e testa per smanettarci su) Obbrobbrio migrerà su Wordpress. Si tratta di una scelta dettata dalla voglia di sperimentare e proporre qualcosa di nuovo, che si è scontrata con le limitazioni della piattaforma Blogger.

Grazie per l'attenzione

Alessandro

giovedì 28 agosto 2014

Obbrobbriopedia: "piuttosto che"

Piuttosto che: espressione che, utilizzata  con valore disgiuntivo, indica chiaramente che chi si sta esprimendo è un coglione.
Durante un corso di formazione, per esempio, si potrebbero udire espressioni del tipo "a questo punto al cliente verrà inviato un sms, piuttosto che una mail, piuttosto che una comunicazione cartacea". Tali usurpatori della lingua italiana dovrebbero sparire, crepare, liquefarsi. Snob del cazzo, ignoranti, pezzi di merda.

martedì 19 agosto 2014

Io sto con Daniza


Un'orsa catturata e lasciata lì, nel trentino, per un progetto di ripopolamento già fallito in partenza a causa dell'imbecillità umana. Dopo l'attacco a un incauto cercatore di funghi che si era avvicinato un po' troppo ai suoi cuccioli (senza, peraltro, alcuna grave conseguenza per l'uomo) Daniza è stata condannata alla cattura, alla separazione dai suoi piccoli, all'abbattimento nel caso in cui dovesse reagire.
È chiaro che l'orsa non si consegnerà alla forestale con le zampe sollevate in segno di resa. Di conseguenza, il coglione di turno sarà libero di impallinarla impunemente sostenendo di aver difeso la propria incolumità.

Sono state disseminate trappole in ogni dove: Daniza e i suoi figli non hanno più il diritto di vivere dove, anni fa, sono stati liberati. Stanno fuggendo da giorni, senza un attimo di tregua. Ennesima dimostrazione di un antropocentrismo del cazzo che sta devastando la natura e la biodiversità.


Forse Daniza è già stata abbattuta, o forse c'è ancora qualche speranza di salvarla dalla morte o dalla prigionia.

Sabato  Pinzolo (TN) ci sarà un corteo per chiedere che l'ordinanza di cattura (e probabile uccisione) della mamma orsa Daniza venga annullata. La pagina dell'evento è qui: http://goo.gl/aeb3E8

Noi ci saremo. Verrete anche voi?


EDIT - venerdì a Roma ci sarà un presidio davanti al Ministero dell'Ambiente. Ecco la pagina con le informazioni sull'evento: http://goo.gl/B7BlJI

domenica 17 agosto 2014

Scrittura di merda collettiva: "Strisce di vita"


Carissimi,

la rete pullula ormai di piattaforme dedicate alla scrittura collettiva. Obbrobbrio, si sa, non è 20lines. Capolavori come quello della Balotelli esprimono una padronanza linguistica al di fuori della nostra portata. A noi non resta che scrivere di merda. Ed è per questo che vorrei proporvi il primo esperimento di scrittura di merda collettiva. L'incipit lo offre la casa: sentitevi liberi di continuare la storia nello spazio dedicato ai commenti. Peggioratela, accanendovi sul lettore.

STRISCE DI VITA

Il traccialinee cigolava, disegnando linee di gesso sull’erba umida dell’oratorio. Julian era fradicio di sudore, ma la stanchezza e tantomeno il caldo soffocante di quella mattinata di luglio non costituivano un deterrente alla sua voglia di impegnarsi, di dare il suo contributo per regalare un sorriso ai ragazzi che frequentavano la parrocchia. Un tempo anch’egli era come loro: innocente, spensierato, con un sorriso splendente come il sole. Ma quelle righe, così tanto simili alle strisce che ora andava tracciando sul prato… quella polvere bianca che gli era entrata nelle narici, e poi nell’anima… Julian non riusciva proprio a perdonarsi. Vendendo quella robaccia aveva rovinato tanti adolescenti, meritandosi una condanna ai servizi sociali.

«Me la sono meritata, ma risorgerò dalle mie ceneri. In fondo non importa cadere, ma riuscire a rialzarsi!» esclamò, mentre il suo pensiero volava verso sua  madre, ricoverata in gravissime condizioni. Le ansie e i patimenti causati dal suo figlio degenere l’avevano portata all’alcolismo, e l’alcolismo l’aveva fatta ammalare di cirrosi epatica.  Non la vedeva dal giorno dell’arresto, eppure non aveva mai smesso di amarla. Negli occhi di Julian c’erano ancora le violenze che quella giovane donna aveva subìto da quel mostro che già da bambino egli faticava a chiamare papà.  Di lui, del signor Portman – come suo padre amava farsi chiamare dalle avvenenti impiegate di cui si circondava – non si sapeva più nulla, da quando su tutti i quotidiani locali era apparsa la notizia dello scandalo finanziario Portman Oil. Probabilmente era fuggito all’estero, con una borsa piena di contanti, a rifarsi una vita lontano da quelle che la sua ambizione aveva distrutto.

Il cerchio di centrocampo era finalmente completo. Julian corse verso gli spogliatoi, osservando nel riflesso dello specchio un viso esausto, stravolto, fin troppo somigliante a quello di suo padre. «Non seguirò il tuo deprecabile esempio»  giurò,  mentre le urla festose dei ragazzini impazienti di correre e giocare su quel campo gli colmavano il cuore di gioia.

mercoledì 13 agosto 2014

Lo giuro.

Cari Visitors,

qualcuno di voi mi ha chiesto come mai, ultimamente, la frequenza di post su Obbrobbrio si fosse drasticamente ridotta. Date le vostre tendenze masochistiche, non mi resta che svelare la vera ragione di cotanto silenzio.
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