lunedì 30 settembre 2013

Aura Conte e la condanna della critica

Dei lettori torturano uno scrittore emergente

ATTENZIONE: 
per rispetto nei confronti delle nuove leve della letteratura mondiale, nel seguente articolo utilizzerò un registro linguistico commisurato alla competenza lessicale della parte lesa. Nessun congiuntivo è stato ferito durante la stesura di questo post.

giovedì 26 settembre 2013

"Tempo di uccidere" di E. Flaiano


"ERO meravigliato di esser vivo, ma stanco di aspettare soccorsi. Stanco soprattutto degli alberi che crescevano lungo il burrone, dovunque ci fosse posto per un seme che capitasse a finirvi i suoi giorni. Il caldo, quell'atmosfera morbida, che nemmeno la brezza del mattino riusciva a temperare, dava alle piante l'aspetto di animali impagliati".

Era il 1946 quando Ennio Flaiano, contravvenendo ai canoni dell'imperante neorealismo, realizzò questo piccolo capolavoro della Letteratura destinato a vincere il Premio Strega l'anno successivo. Vi confesso, cari Visitors, che si tratta di uno dei miei libri preferiti.

mercoledì 25 settembre 2013

Doctor sleep


Danny è tornato. Con la sua luminescenza, con il suo ditino che più di una volta ho sognato di amputare con una cesoia. E la fumosa - si spera non quanto il romanzo - copertina di "Doctor Sleep" ha già fatto il giro del Mondo, con la promessa di infondere ancora una volta terrore e inquietudine nel lettore. Il primo spavento l'ha offerto senza dubbio il prezzo dell'ebook, intorno ai tredici euro.
Le anteprime sulla trama non mi hanno per niente impressionato. La tribù di True Knot, gironzola per le strade in cerca di cibo. Chissà se anche loro si fingono storpi. Anche loro, in apparenza, sono innocui. In realtà si nutrono di una sostanza prodotta dai bambini con lo shining in dotazione quando vengono torturati. Insomma, non sembra molto più macabro del cibarsi di animali e derivati. Fatto sta che il buon Danny, che ora è diventato un quarantenne alcolizzato, dovrà difendere la dolce Abra - ragazzina dal notevole shining - dall'orda di cattivoni. 

Io, che non sarò mai uno scrittore di talento e tantomeno di successo, avrei riservato a "The Shining" un sequel diverso. Eccone la trama:

Danny è uno squattrinato venditore di polizze assicurative. In un giorno d'inverno si reca a casa di una sua cliente, un'infermiera cicciona, scoprendo che la donna tiene in ostaggio il minchione che canta Gangnam Style, avendolo scambiato per l'indonesiano che ha comprato l'Inter. Nel tentativo di liberarlo, Danny si fa scoprire dalla crudele rapitrice, che cerca di ucciderlo offrendogli un palloncino. Danny riesce a fuggire, mentre il povero tizio di Gangnam style viene ritrovato, ormai cadavere, dalla polizia. Danny viene arrestato con l'accusa di omicidio, e in carcere incontra uno strano ammaestratore di topi e un nero alto due metri e ottanta con l'hobby di vomitare insetti. Ingiustamente condannato alla sedia elettrica, Danny esprime un ultimo desiderio: quello di poter infilare il suo famoso indice nel deretano di Tom Hanks.


domenica 22 settembre 2013

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venerdì 20 settembre 2013

L'arco di trasformazione del personaggio


In qualunque storia che si rispetti il protagonista deve evolversi, far tesoro delle proprie esperienze e realizzare che, fino a due giorni prima, è stato un coglione. Non chiedetemi il motivo. Deve succedere.
Pensate al Derek Vinyard che, dopo aver trascorso qualche annetto in carcere per aver ammazzato i due neri che volevano rubargli l'auto, decide di metter da parte il Mein Kampf e di abbracciare la causa della fratellanza tra le razze. Pensate alla Pretty Woman che comprende, chissà perché, che prostituirsi non è soddisfacente quanto sposare un ricco magnaccione.

mercoledì 18 settembre 2013

Cinque valide ragioni per smettere di scrivere


Credo che ognuno abbia diritto a scrivere un libro. Se tale privilegio venisse riconosciuto soltanto ai Beckett in erba, ammesso che ce ne siano, per estensione dovremmo negare la facoltà di fare sesso a chiunque non sia in grado di garantire prestazioni di livello siffrediano.

domenica 15 settembre 2013

L'ultima strega. E speriamo lo sia davvero.

(immagine scroccata da amazon.it)

Ci sono libri che risvegliano in noi l'amore per la lettura, quel genuino desiderio di lasciarci rapire dalle parole. Non è il caso de "L'ultima strega", racconto il cui livello si può intuire già dalla discutibile punteggiatura e dagli avverbi utilizzati nella sua sinossi:

"La maledizione di una strega sconvolge la vita tranquilla di un paese, dove la mentalità radicata in profondi valori religiosi,si scontra improvvisamente con credenze antiche e superstizioni apparentemente innocue".

domenica 8 settembre 2013

Ho visto cose...



Ci sono più editor che scrittori e più scrittori che lettori. Quello che gira intorno al prodotto-libro è un mercato davvero bizzarro e, da quando ne ho sbirciato per la prima volta il "dietro le quinte", con l'ingenuità dell'ultimo arrivato ho spesso pensato che fossero tutti matti.
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